Supermercati, 19 lavoratori contagiati in provincia di Lucca. Fiscascat Cisl: “Siano forniti termoscanner e mascherine”

Il sindacato chiede il coivolgimento dell'amministrazione comunale: "Ed è un problema che molti negozi abbiano fatto retromarcia rispetto alla riduzione delle aperture"

Primi casi di contagio fra operatori e lavoratori della grande distribuzione anche in provincia di Lucca e i sindacati chiedono maggiori tutele.

“Non può più essere il tempo delle attese per chi lavora in prima linea”. E’ la denuncia di Giovanni Bernicchi, segretario generale Fisascat Cisl. “Chi opera negli ospedali o strutture sanitarie, inclusi i servizi di assistenza domiciliare, e purtroppo anche gli addetti alla grande distribuzione, in virtù della connotazione che i supermercati hanno assunto, sono da considerarsi categoria a rischio contagio. Lo conferma purtroppo – dichiara Bernicchi – il fatto anche nella nostra provincia si sono registrati diversi casi di positività al Covid 19 nella grande distribuzione. Serve più attenzione rispetto a quanto messo in atto ad oggi: mascherine, clienti contingentati, barriere di plexiglass alle casse, osservanza delle distanze di sicurezza interne,orari dei negozi ridotti, deve essere accompagnato da ulteriori forme di prevenzione evitando di prolungare l’orario di apertura al pubblico, attivando la misurazione della temperatura ai clienti, evitando gli spostamenti dei lavoratori da un punto vendita ad un altro e, in caso di contagio, appurare quanti effettivamente sono stati a contatto con il soggetto positivo per l’assunzione delle necessarie misure di quarantena”.

E il richiamo è diretto alle “aziende  e cooperative interessate alla prevenzione e alla tutela della salute dei propri dipendenti”. Ma non solo : “Chiediamo alle  istituzioni locali che attuino maggiori controlli a supporto di chi in questo momento sta rischiando molto e, in particolare, al Comune di Lucca di distribuire le mascherine ai cittadini come hanno fatto altri Comuni della nostra provincia, alcuni anche  prevedendo  sanzioni per chi non le indossa. E’ interessante – osserva il referente Fisascat – anche la formula adottata dal Comune di Gallicano che ha acquistato mascherine per tutti e gli utenti sguarniti  possono trovarle anche all’ingresso del negozio di alimentari“.

“Purtroppo – specifica Bernicchi – dobbiamo a malincuore rilevare come alcuni negozi abbiano fatto marcia rispetto al ridimensionamento  degli orari apertura e alla chiusura domenicale, su questo punto è ancora aperto lo stato di agitazione. E’ importante che tutta la grande distribuzione attivi il  termo scanner all’ingresso, mi riferisco in particolare a Pam e Coop”.

Bernicchi chiede più sicurezza  in particolare “per i   lavoratori e lavoratrici della Sanità, per le  addette delle pulizie negli ospedali, chi opera nelle mense ospedaliere, nelle case di riposo, le assistenti domiciliari,oppure nel commercio come e servizi  i commessi dei supermercati e gli operatori della vigilanza privata, le guardie giurate, lavoratori che spesso svolgono un lavoro poco visibile ma non per questo meno importante, sempre a contatto con le persone”. Altro capitolo spinoso è quello dei lavoratori stagioni assunti dopo il 23 febbraio: “Sono ingiustamente esclusi da ogni forma di sostegno al reddito – sottolinea il segretario generale Fisascat Cisl -,  sarebbe opportuno uno sforzo da parte del governo nella direzione di un ripensamento”.

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