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Messe e celebrazioni sospese ma chiese aperte a Lucca

Sarà possibile celebrare esequie solo se saranno presenti soltanto i più stretti familiari

Messe e celebrazioni religiose sospese anche a Lucca, ma non le esequie purché partecipino soltanto i più stretti familiari della vittima. E’ quanto deciso dalla diocesi di Lucca declinando a livello locale le norme introdotte dal decreto del presidente del consiglio dei ministri emanato oggi. Le chiese possono rimanere aperte per la preghiera personale, garantendo il mantenimento della distanza di un metro tra i singoli fedeli.

Il concordato (accordo di revisione del concordato lateranense, articolo 2) garantisce alla Chiesa “piena libertà nell’esercizio del culto”; tuttavia, data la situazione straordinaria, “in spirito di sincera collaborazione con l’autorità civile, in vista della tutela della salute pubblica e accogliendo le indicazioni della Cei – spiega il vescovo di Lucca, Paolo Giulietti – dispongo che fino a venerdì 3 aprile venga ovunque sospesa la celebrazione comunitaria dell’Eucaristia, delle altre azioni liturgiche e delle manifestazioni della pietà popolare; dispongo inoltre che le esequie vengano celebrate, in presenza dei soli stretti congiunti del defunto, secondo la forma indicata in calce. Sono anche sospesi tutti gli incontri e le attività pastorali che comportino raduno di persone”.

Nei monasteri di clausura, nelle comunità religiose e nelle comunità di vita la celebrazione dell’Eucaristia e delle altre azioni liturgiche può avvenire, purché a porte chiuse, cioè in assenza di fedeli non appartenenti alle comunità medesime.

“Chiedo ai parroci e ai rettori di chiese, laddove sussistano le garanzie igieniche stabilite dal decreto in oggetto – scrive il vescovo -, di mantenere aperti i luoghi di culto; se è possibile garantire una presenza costante si esponga l’Eucaristia, non in forma solenne, per l’adorazione privata”.

“Invito i presbiteri a celebrare ogni giorno in forma privata la Santa Messa, seguendo il rito della messa senza il popolo, se altrimenti impossibile anche da soli”, scrive monsignor Giulietti.

“Esorto – aggiunge inoltre – tutti i fedeli a non tralasciare la preghiera personale e familiare, anche avvalendosi delle trasmissioni televisive e via web, e a dedicare tempo alla lettura della Parola di Dio, affinché questa particolarissima Quaresima veda crescere, nonostante tutto, il fervore nell’adesione al Signore e nell’intercessione per le tante situazioni di sofferenza che proprio in questi giorni si moltiplicano nel mondo”.

“Incoraggio infine a praticare – aggiunge -, pur nella limitazione dei movimenti e dei contatti, le opere della carità fraterna, nel mutuo aiuto tra vicini e familiari, nella compagnia telefonica e social  a chi è costretto in casa, nella dedizione generosa ai propri doveri, soprattutto da parte di chi esercita professioni di tutela della salute e dell’ordine pubblici”.

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