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Salviamo Apuane: “Grotte carsiche grande risorsa”

Un nuovo futuro per le Alpi Apuane che passi dalla valorizzazione delle grotte. A chiederlo è Salviamo le Apuane, per bocca del suo portavoce Eros Tetti.
“In un’Italia ricca di grotte naturali – dice – è indubbio che le Alpi Apuane abbiano il privilegio di avere alcuni tra i siti carsici più belli ed importanti d’ Europa: grazie anche ad essi sulle Apuane esiste un Geoparco dell’Unesco. La Cna Turismo e Commercio ha sottolineato tramite una recente inchiesta quanto il mondo sotterraneo possa diventare un’importante attrazione turistica per i territori montani. Al momento si parla di 1 milione e mezzo di visitatori l’anno per un giro d’affari di 25 milioni di euro. Una piccola grande risorsa da promuovere e far crescere per rilanciare i territori. Nelle Apuane vi sono ben 3 grotte turistiche di grande interesse: la Grotta del Vento, l’Antro del Corchia e le Grotte di equi Terme. Come Salviamo le Apuane e come Rete dei comitati per la difesa del Ttrritorio da anni ci prodighiamo a dire che il nostro sistema di grotte non è sufficientemente promosso, soprattutto per le grotte di proprietà pubblica come il Corchia e Equi Terme. È invece frutto dell’imprenditoria privata il successo della più visitata, la Grotta del Vento, attorno a cui un imprenditore illuminato, pioniere indiscusso del turismo sotterraneo Vittorio Verole, ha creato un vero miracolo ambientale, culturale ed economico (con circa 50.000 visitatori l’anno). Molto meno forti economicamente sono l’Antro del Corchia (la grotta più estesa d’Italia) e le Grotte di Equi ma è chiarissimo che abbiano un margine di crescita ancora molto ampio. Ma tutte le Apuane sono un paradiso per chi ama il carsismo e la speleologia (oltre 1300 grotte censite e gli abissi più profondi d’italia)”. 

“Su questa peculiarità – dice Tetti – e risorsa ambientale è possibile costruire un’offerta unica in Europa. Il nostro territorio potrebbe offrire migliaia di posti di lavoro in più se si impostasse un’operazione ragionata, coordinata ed integrata di rilancio del turismo e tutte le attività e servizi ad esso connessi. Bar, ristoranti, B&B, airbnb, agriturismi, hotel, ostelli, rifugi, collegati ai punti vendita prodotti locali, agli spacci aziendali, ai mercati contadini, produzioni agricole locali, all’Ecomuseo, al Parco Apuane, al marchio Toscana, ai musei ed a tutti i servizi connessi. Un grande patrimonio di potenzialità economiche e occupazionali gettato al vento dalla scelta di modello di sviluppo industriale nel marmo operata dal secolo scorso per le Alpi Apuane”.
“Lasciano il nostro territorio morire sotto la monocultura del marmo – commenta ancora Tetti – che produce poche centinaia di posti di lavoro. Ci stanno facendo morire di fame per arricchire i soliti noti. Questo è il momento del turismo ambientale, culturale, del tempo libero, dell’outdoor, dell’estremo, eccetera, tutte attività fattibili nelle Apuane e abbiamo tutte le carte in regola per diventare una delle proposte più belle su panorama internazionale. Stiamo ormai per perdere un treno che non tornerà”.
“Una terra al centro dell’Italia, fra Mediterraneo e Appennino, servita da autostrade, aeroporti, porti, ferrovie che fanno transitare da qui decine di milioni di turisti all’anno che non sappiamo intercettare – conclude – Una terra che ha assieme due tipi di mare (costa delle Cinque Terre e spiagge di Versilia) e due tipi di montagna (Alpi e Appennino), e, poi, valli, laghi, colline, fiumi, terme, eccetera. Una terra che contiene regioni storiche ricche di castelli, borghi, pievi, tradizioni, che ha una cucina dell’olio e del burro, di terra e di mare (con vari presidi slow food). Una terra che ha ben 5 parchi naturali, ha vari riconoscimenti Unesco, ha tradizioni popolari uniche al mondo (ad esempio il Canto del Maggio). Insomma una terra baciata da Dio che ha anche una materia, il marmo di Carrara, che può diventare marchio unico al mondo se il marmo sarà usato solo per l’arte e il design. Una terra che getta dalla finestra il suo patrimonio. Ma c’è chi reagisce e sta costruendo, anche in vista delle prossime elezioni regionali, una risposta alta, forte, scientifica che imposti un cambio radicale di rotta nella bella terra di Toscana e di Apuane”.

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