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Prima Molazzana mette i bilanci nel mirino

I conti del Comune di Molazzana finiscono sotto la lente dei consiglieri di opposizione (lista Prima Molazzana) Armando Pasquinelli, Melania Ferrari e Morena Micchi che contestano soprattutto alla maggioranza il “continuo ricorso alle anticipazioni di cassa”.

“La nuova amministrazione del Comune di Molazzana – affermano i tre consiglieri – non ha iniziato la sua attività sotto buoni auspici, perché, dopo il suo insediamento, i nuovi consiglieri si sono trovati ad approvare il rendiconto di gestione a saldo negativo 40.611,42 che l’amministrazione uscente non aveva approvato. Come è stato evidenziato nella seduta del 27 giugno scorso, dal gruppo di minoranza, l’amministrazione ricorre ogni anno in misura maggiore alle anticipazioni di cassa: nel 2016, 935.305,65 euro; nel 2017, 910.149,85 euro; nel 2018, 1.012.411,27 euro. Ciò significa che le casse sono vuote e anche per la gestione ordinaria il Comune deve ricorrere a prestiti – vanno avanti -. Questo modo di amministrare espone a preoccupanti rischi la finanza dell’ente in particolare quando, come è accaduto nell’anno passato, 82.655,07 euro non sono stati rimborsati. Il debito contratto con le banche, unito al saldo negativo, espone i nuovi consiglieri all’eventualità di dover rispondere contabilmente di una situazione che non è stata da loro determinata. Il gruppo di minoranza ha segnalato, senza successo, questa situazione alla prefettura di Lucca il 13 giugno ma si è potuto tutelare soltanto ricorrendo al voto contrario. In carico all’amministrazione ci sono anche le rate di 33 mutui che ammontano a 1.904.016,05 e che la impegneranno fino al 2036. Tra questi mutui ci sono anche alcuni macchinari che giacciono inerti e non più utilizzabili, ma pesano ancora sulle casse dell’ente. Noi temiamo che per un Comune come il nostro, la situazione diventi insostenibile e siano i cittadini a doverne far le spese, più di quanto stiano già facendo. Già ora, tra i vari balzelli imposti alla popolazione, risulta particolarmente odiosa l’addizionale comunale applicata anche alle pensioni più modeste, soprattutto se consideriamo che, nell’ultimo consiglio, è stato aumentato perfino l’onorario dei Revisore dei conti e che, tra gli impiegati comunali, ce ne sono tre che godono di incarichi dirigenziali. Eppure gli impegni del Comune non sono molti, gran parte dei servizi sono delegati all’Unione dei Comuni o a società esterne e in molti casi è il volontariato che, ammirevolmente, fa fronte all’inefficienza dell’Ente. Abbiamo avuto l’impressione che gran parte dei consiglieri non si rendano conto fino in fondo della reale situazione e continuano a sostenere cose senza fondamento. Un esempio? Per tutta la campagna elettorale si è cercato di presentare l’immagine di un comune ricco con grandi disponibilità e in grado di affrontare opere anche impegnative, quali il restauro della chiesa antica di Sassi, ma la verità e che al momento quel progetto non è ancora stato finanziato e non c’è certezza che lo sia in futuro. Siamo consapevoli che nei piccoli comuni, soprattutto in quelli montani, le risorse scarseggiano, ma almeno sarebbe opportuno evitare spese superflue e sarebbe auspicabile che in un comune così piccolo, dove tutti prima o poi dobbiamo guardarci in faccia, ci fosse almeno un po’ di onestà intellettuale”.

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