‘Le braccia al collo’, si presenta ultimo romanzo di Ghilarducci

Le braccia al collo: amore e politica nel ’68: è i titolo del nuovo romanzo di Olivo Ghilarducci, che si presenta il 21 luglio, (alle 18) a Castelnuovo di Garfagnana nella sala Suffredini della Rocca Ariostesca. Dopo l’introduzione di Pietro Guidugli, presidente del circolo Fotocine Garfagnana, ecco i saluti di Andrea Tagliasacchi, sindaco di Castelnuovo di Garfagnana e Nicola Poli, presidente Unione Comuni Garfagnana. Quindi, spazio alla presentazione da parte di Francesca Fazzi, editore del libro, con la partecipazione dell’onorevole Raffaella Mariani. Seguirà una testimonianza sul ’68 di Pietro Paolo Angelini, presidente dall’associazione Amici del Liceo, che organizza la presentazione nell’ambito della manifestazione Garfagnana Fotografia, all’interno della mostra Un’Italia dimenticata. Ragioni e idealità del ‘68 di Uliano Lucas.

 

Non un libro politico – quello di Ghilarducci – ma certamente ricco di politica, di idee e soprattutto di desideri, sogni, ambizioni e sentimenti del giovane Franco, universitario lucchese che studia a Roma dove incontra la contestazione, le istanze di cambiamento e la tenacia di un movimento che vuole cambiare la società, discutendola alla base, per far emergere idee e morali nuove. Uno spaccato di vita che Franco condivide con tutta una generazione che in quegli anni ha dato un grande impulso di rinnovamento alla società: politica quindi sentita come impegno irruento a cambiare il paese, ma che lascia spazio anche al sentimento, anche questo vissuto con intensità nuova e consapevole; amore che intende costruire e condividere ideali e aspirazioni. Un percorso di studi compiuto all’Università di Roma (i capitoli si snodano, quasi una sequenza di racconti dal treno per Roma, con cui si apre il romanzo, alla laurea che lo conclude) entro le cui coordinate la storia di Franco e Giuliana, gli amici di stanza, gli amori occasionali, l’impegno degli esami, la famiglia, la contestazione e l’impegno politico, sono illuminati e resi unici dalla forza di quel grande movimento che nel ’68 ha impresso carattere e unicità alla società intera.

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