Appennino in Garfagnana, Bonini: bene primo stop

Un voto unanime in commissione affari istituzionali frena ogni corsa verso il nuovo Comune di Appennino in Garfagnana. Un primo stop, insomma, alla fusione fra i Comuni di San Romano in Garfagnana, Pieve Fosciana e Fosciandora. Marco Bonini, in rappresentanza del Comitato per l’attuazione della Costituzione Valle del Serchio e del Gruppo consiliare alternativa e Costituzione per Fosciandora è soddisfatto.

“Apprendiamo con grande soddisfazione – commenta Marco Bonini – del voto contrario della prima commissione affari istituzionali del Consiglio Regionale alla prosecuzione dell’iter per la fusione dei Comuni di Fosciandora, Pieve Fosciana e San Romano in Garfagnana. Un voto peraltro espresso all’unanimità, in linea con il risultato del referendum caratterizzato dal voto contrario di uno dei Comuni interessati e con la risoluzione del 6 aprile 2016; un esito tuttavia non scontato viste le pressioni politiche di alcuni esponenti regionali del Pd e dei sindaci dei 3 Comuni. Il passaggio successivo in Consiglio Regionale dovrebbe essere sostanzialmente una formalità. Non possiamo che ringraziare nuovamente i cittadini per il voto espresso ed ancora le decine di attivisti che si sono impegnati con passione e determinazione, consentendo il raggiungimento di questo risultato, forse inaspettato poco più di un mese fa. Il comitato per l’attuazione della Costituzione Valle del Serchio ed il gruppo consiliare Alternativa e Costituzione per Fosciandora – prosegue – rivendicano il contributo determinante dato a questa battaglia, che ha impartito un colpo, speriamo decisivo, alla deriva ‘fusionista’ che stava imperversando in Garfagnana. Il comitato sarà in prima fila già dalle prossime settimane in vista dei passaggi per la fusione di Castiglione e Villa Collemandina; faremo sicuramente pesare le nostre idee, passione ed organizzazione per far prevalere il no a tale fusione nel relativo referendum. Farebbero bene i sindaci di quei due Comuni a valutare l’ipotesi di arrestare subito l’iter di fusione, prendendo atto dei limiti della loro proposta e di un possibile esito referendario non favorevole che li esporrebbe ad una figura non certo brillante. Come abbiamo dichiarato in altre occasioni è giunto il momento – conclude – , anche per i sindaci, di condurre una forte rivendicazione nei confronti della Regione e del governo per invertire anni di politiche di tagli, ottenere adeguati trasferimenti e risorse per gli enti locali, in particolare per i Comuni di montagna, affinchè possano svolgere con dignità le funzioni loro conferite, così come previsto dalla Costituzione”.

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