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Gallicano, incontro immaginando la fusione

L’amministrazione comunale di Gallicano ha organizzato, per sabato 11 novembre alle 17,30 in sala Guazzelli, un’assemblea pubblica per parlare dell’ipotesi di fusione con i Comuni di Molazzana e Fabbriche di Vergemoli. “Sarà l’occasione per informare la cittadinanza sugli scenari che si apriranno, per il nostro Comune, al prevalere di una linea sull’altra e viceversa”, commenta il sindaco David Saisi.

“Dal punto di vista politico – continua – ritengo che, se vogliamo che la montagna viva, le fusioni non siano la strada da perseguire. Dal punto di vista economico, invece, è innegabile che le facilitazioni per i Comuni che decidono di unirsi siano molte. È necessario fare una valutazione condivisa dei dati oggettivi. Dopo aver ricevuto la proposta di fusione da parte di Molazzana e Fabbriche di Vergemoli – spiega ancora Saisi – i nostri uffici hanno dialogato con quelli dei due Comuni e hanno elaborato una serie di numeri che daranno la misura dei contributi previsti, dell’estensione territoriale, della popolazione complessiva: insomma, l’incontro in sala Guazzelli sarà un’occasione per fare chiarezza sotto il profilo tecnico ed economico e consentire così ai cittadini di costruirsi un’opinione”. Il secondo appuntamento, già programmato per domenica 26 novembre, è la consultazione popolare informale, uno strumento che orienterà il consiglio comunale di Gallicano sulla proposta di fusione. “Nella stessa maggioranza ci sono posizioni diverse. Abbiamo a cuore l’opinione dei cittadini – continua il primo cittadino – e intendiamo ascoltarla e dargli seguito, consapevoli che il colore di un’amministrazione può essere passeggero mentre una decisione di questo tipo è destinata ad avere ripercussioni sulla vita quotidiana dei Comuni per un tempo molto più lungo”. A decidere di fatto sull’effettiva fusione dei Comuni, comunque, sarà lo strumento del referendum che sarà indetto, in caso, dal consiglio regionale della Toscana. “I benefici economici di una fusione sarebbero immediati – conclude Saisi – ma non illimitati: una volta conclusi, l’amministrazione comunale che erediterà questa situazione dovrà gestire un territorio più ampio: questi aspetti necessitano una riflessione adeguata sul lungo periodo”. 

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