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Marcucci e Mariani: “Legge piccoli comuni ok per Valle”

“Oggi diventa legge il provvedimento sui piccoli comuni, un intervento legislativo che avrà positive ricadute nella provincia di Lucca, ed in modo particolare in Valle del Serchio”. Ad annunciarlo è il senatore Pd Andrea Marcucci.

“Finalmente – commenta – un provvedimento concreto sui paesi e paesini che rappresentano il 57 per cento del territorio nazionale con un fondo che ha già un primo stanziamento di 100 milioni di euro e prevede interventi contro il dissesto idrogeologico e lo spopolamento dei centri storici, incentivi per l’allestimento della banda larga e per la permanenza di servizi fondamentali”. “Un risultato storico – commenta invece l’onorevole Pd, Raffaella Mariani – teso a valorizzare le comunità al di sotto dei 5mila abitanti e che riguarda oltre la metà dei comuni compresi nel territorio della provincia di Lucca”. Oltre alle risorse economiche stanziate, 100 milioni di euro dal 2017 al 2023, nel provvedimento si prevedono importanti misure finalizzate allo sviluppo delle attività produttive, a contenere lo spopolamento, a incentivare l’afflusso turistico, la banda larga, la rete dei trasporti, i servizi postali.
 “La legge non si limita ad uno stanziamento economico – spiega Mariani -. Nel testo per la prima volta si sanciscono principi da sempre dichiarati ma mai concretamente inseriti in un provvedimento. La residenza nei piccoli comuni costituisce per la prima volta un interesse nazionale perché promuove l’equilibrio demografico del Paese. Inoltre, si istituisce il Fondo per lo sviluppo strutturale, economico e sociale dei piccoli comuni, che potrà essere implementato con le prossime leggi di bilancio”.
“Le piccole comunità – aggiunge – sono una risorsa perché conservano un forte senso di coesione sociale e quelle reti di prossimità che hanno aiutato il Paese a superare una crisi di portata storica. Nei territori dei piccoli comuni vivono oltre 12 milioni abitanti in tutta Italia, nella provincia di Lucca circa il 10% degli abitanti risiede in comuni al di sotto della soglia dei 5mila, con istituzioni che sussidiariamente in questi anni hanno tenuto vive in solitudine strutture educative, welfare, assistenza ai più deboli. Questa legge rappresenta una completa inversione di tendenza: lo Stato torna a farsi soggetto attivo e garante, e crea le condizioni per le quali i territori possono riorganizzare servizi e investimenti rispettandone le peculiarità”.
 “Il cuore della legge è l’introduzione di una serie di garanzie per le comunità interne e rurali – aggiunge la parlamentare -. Con questa norma lo Stato si vincola a erogare servizi essenziali nei territori dei piccoli comuni come uffici postali, trasporti, scuola, banda larga. Per la prima volta la specificità dei territori sui quali le comunità dei piccoli comuni vivono viene presa in considerazione. In più, per evitare la dispersione a pioggia di risorse, la legge introduce all’articolo 13 il principio secondo cui i piccoli comuni esercitano in forma associata mediante Unione di Comuni e Unioni di Comuni montani le funzioni di programmazione in materia di sviluppo socio economico nonché quelle di impiego dei fondi strutturali Ue: una misura importante di efficienza e risparmio per la pubblica amministrazione”.

 

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