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Muore cadendo dalla bici, a ottobre si torna in aula foto

Si torna in aula davanti al giudice per l’udienza preliminare a ottobre per decidere eventuali responsabilità sulla morte di Rossano Pucci. Secondo gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Aldo Ingangi infatti la morte di Pucci, avvenuta nel 2014 nella domenica mattina del 9 novembre, mentre si trovava in sella alla sua bici, potrebbe essere stata causata da una cattiva segnalazione del cantiere aperto lungo la strada che collega Villetta di San Romano, frazione in cui abitava Pucci, a Pontecosi. Il cantiere si sarebbe trovato dietro una curva da cui non era possibile avvistarlo per tempo. L’uomo morì a seguito di una lesione alla testa, riportata durante la cadutam nonostante le tempestive cure mediche e un delicato intervento a Cisanello.

 

La tutela legale dei tre dipendenti della provincia, al tempo dei fatti, per il momento la pagheranno gli enti di cui sono dipendenti. Almeno così è nel caso di Fabrizio Ghiloni, al tempo dei fatti responsabile dei cantonieri della provincia di Lucca, che a ottobre sarà nuovamente in aula davanti al gup insieme al dirigente Gennarino Costabile e al geometra Mario Polidori. Per tutti l’ipotesi di reato è di omicidio colposo. Al momento Costabile non è più dirigente della Provincia di Lucca ma è transitato alla Regione Toscana dopo la riforma e Polidori è andato in pensione, Ghiloni invece è ancora dipendente di palazzo Ducale e proprio per lui, come previsto dal contratto di lavoro, è stata stanziata una somma per assicurargli la tutela legale che sarà garantita dall’avvocato Nicola Poli. I cambiamenti nella carriera lavorativa di Costabile e Polidori, comunque, non incidono sulla loro posizione di fronte alla legge.
Dopo i fatti i familiari di Pucci, scomparso a 51 anni, tra le varie cose volontario della Croce Verde di Castelnuovo, presentarono una denuncia contro la Provincia, titolare del cantiere che era stato aperto lungo la strada e in un primo momento la procura indagò sui cantonieri che avevano fattivamente operato nel cantiere. Fin da subito si ipotizzò che vi fosse stata una carenza di segnaletica, ma il giudice per le indagini preliminari respinse le ipotesi, indicando al sostituto procuratore come possibili responsabili i membri della catena di comando e quindi il dirigente del settore strade, il geometra capo delle manutenzioni e il coordinatore dei cantonieri. Ora per tutti e tre l’ipotesi di reato è di omicidio colposo. Bisognerà capire se il gup ravviserà gli estremi per rinviare a giudizio i tre uomini occupati a Palazzo Ducale al tempo dei fatti. Quella di ottobre comunque dovrebbe essere un’udienza importante.

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