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Lapideo, ok al nuovo contratto collettivo

caveapuaneUn contratto collettivo nazionale moderno, attento in primo luogo alla sicurezza e al welfare, quello del settore lapideo appena sottoscritto dalle rappresentanze delle imprese - Confindustria Marmomacchine e Anepla - e dai sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. Le trattative, alle quali anche Confindustria Toscana Nord ha preso direttamente parte, hanno chiuso per il livello C con un aumento di 97 euro, che verrà erogato nel corso del triennio in tre tranche, l'ultima delle quali a gennaio 2022. Ma il tratto caratterizzante del nuovo contratto va al di là del dato economico e consiste in istituti nuovi o potenziati in tema di sicurezza e welfare.

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Minacciato il paladino delle Alpi Apuane

IMG 2170Minacce anonime al telefono all'anima di Salviamo le Alpi Apuane, il movimento sorto per difendere il patrimonio marmifero delle province di Lucca e Massa Carrara dall'azione dell'uomo. E' lo stesso Eros Tetti, volto noto anche nella nostra provincia per numerose iniziative organizzate sul territorio, a denunciare l'accaduto con un post su Facebook: "Ho appena ricevuto una telefonata, dal mondo del marmo - scrive Tetti -, dove mi dicono di fare attenzione a quello che dico e quello che scrivo perché altrimenti verranno tutti a mangiare a casa mia, sottolineando che sono in tanti e tutti molto arrabbiati di quello che stiamo facendo. Siamo avvezzi alle intimidazioni di ogni sorta, ma non abbiamo intenzione di abbassare il capo davanti alla paura, non abbiamo intenzione di farci intimorire perché questa non é la Toscana che volgiamo. Quindi ribadiamo basta con la deturpazione e la distruzione delle nostre montagne. Diciamolo allora apertamente: del lavoro non frega niente né alla politica né agli imprenditori. I primi sono sensibili all'azione di lobby dei secondi che a loro volta invece sono sensibili solo al profitto che, ovviamente, fanno distruggendo un patrimonio comune. Se a qualcuno fregasse dei posti di lavoro, si punterebbe alla riconversione economica del territorio, che attraverso un buon uso del marmo, scavato poco e solo in alcune zone di Carrara e lavorato in loco, basterebbe già per rioccupare gli attuali dipendenti, che ricordo sono, in tutte le Apuane qualche centinaio. Allora il rilancio del Parco delle Alpi Apuane, liberato dalle cave, potrebbe produrre più lavoro delle attuali cave, che non solo si mangiano il nostro paesaggio, il nostro ambiente, gli ecosistemi, le nostre falde acquifere ma anche e soprattutto il nostro futuro".

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