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Garfagnana, stagione generosa per la castagna

castagneI metati sono accesi in tutta la Garfagnana e media valle del Serchio. E questo significa solo una cosa: è tempo di castagne. Stagione positiva per l’italico albero del pane. Secondo Coldiretti Lucca e l’associazione Città del Castagno la produzione di castagne è stata, fino a qui, generosa e di qualità soprattutto nella prima parte della stagione. Un andamento favorevole, anche se a macchia di Leopardo, che ha “raffreddato” i prezzi al chilogrammo, contrastato le importazioni dall’estero e favorito il consumo fresco lungo tutta la filiera della ristorazione con le sagre e le feste che hanno popolato paesi e comunità. Buone notizie anche sul fronte della lotta al cinipide. Nel suo complesso il comparto ha una rilevanza economica notevole in Toscana: su di una superficie di 33.000 ettari, di cui 16.000 ettari coltivati con castagni da frutto, si ottengono quasi 200mila quintali di castagne per una produzione media annua di oltre 90 milioni di euro.

“La lotta all’antagonista ha prodotto risultati incoraggianti – analizza Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca – ma questa è una battaglia che durerà ancora molto e nei confronti del quale non dobbiamo certo abbassare la guardia. La stagione ha però fornito incoraggianti segnali: la produzione è tornata su livelli sostenibili per le imprese. Il 2014 è lontano per fortuna. La castanicoltura, che ha sempre rappresentato una fonte di sostentamento primario per questi territori, si è rimessa in moto. E’ tutt’oggi una importante integrazione al reddito delle famiglie e delle aziende agricole che stanno tornando ad investire e crederci. Un castagneto pulita e curato è un castagneto che produce ricchezza per l’azienda e per il territorio”. La castagna, con i suoi derivati, su tutti la farina di neccio Dop, è uno dei prodotti di punta anche per la ristorazione. Quasi un agriturismo su due in Garfagnana e Media Valle effettua ristorazione o degustazioni: la castagna rappresenta, in questo periodo, l'ingrediente principale di molti piatti e ricette che appartengono alla tradizione locale oltre ad essere un richiamo molto forte per i turisti ed appassionati. “L'agriturismo, da questo punto di vista, è garanzia di Made in Tuscany – spiega Elmi - con le ricette cucinate dai nostri agrichef”.
Sono molto lontani dai fasti produttivi del passato. Basti dire che nel 1911 la produzione di castagne a livello nazionale ammontava a 829 milioni di chili, ma ancora dieci anni fa era pari a 55 milioni di chili. Il rischio è di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere provenienti soprattutto da Portogallo, Turchia, Spagna e dalla Grecia, considerato l’aumento record del 18% delle importazioni nei primi sei mesi dell’anno dopo che nel 2018 erano arrivati in Italia ben 36 milioni di chili di castagne, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori.
Se non si vuole comunque correre il rischio di acquistare spesso a caro prezzo caldarroste straniere in vendita nel centro delle città ci sono diverse alternative: dal genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili fino ai mercati degli agricoltori di Campagna Amica o le sagre dove è possibile fare buoni acquisti di alta qualità oppure ancora rivolgersi alle imprese agricole e riscoprire il gusto di partecipare nei boschi alla raccolta delle castagne. “La castagna – conclude Elmi – può essere l’occasione per riconnettersi con il bosco e la natura. Una giornata a raccogliere castagne fa bene alla salute, al palato ed anche all’anima”.

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