Rimborsi e contributi a fondo perduto: ecco il decreto legge per sostenere le attività obbligate a chiudere

Sussidi direttamente nel conto corrente delle attività e delle partite Iva. Un fondo anche per le società sportive dilettantistiche

Primi soldi per le aziende che hanno dovuto chiudere per il nuovo decreto governativo. Così ha deciso il consiglio dei ministri guidato dal premier Giuseppe Conte.

Il decreto ristori vale quasi 7 miliardi di euro. Di questi, 2 miliardi vanno a fondo perduto per le attività chiuse totalmente o parzialmente a causa della stretta anti Covid. E 2,6 miliardi sono stanziati per la cassa integrazione.

Sono risorse risparmiate dai decreti precedenti, quando erano stati impiegati 100 miliardi di extra deficit. Il metro per quantificare i rimborsi è il bonus erogato con il decreto rilancio.

A tassisti, bar, gelaterie e pasticcerie arriverà un versamento di pari importo a quello ricevuto nel lockdown. Ristoranti e alberghi otterranno un sussidio pari al 150 per cento; piscine e palestre il 200 per cento mentre le discoteche chiuse da agosto prenderanno un ristoro del 400 per cento.

È previsto anche lo stop alla rata dell’Imu di dicembre e il credito d’imposta al 60 per cento per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre, novembre e dicembre per tutte le imprese interessate dalle nuove misure restrittive del decreto.

I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga per una durata massima di sei settimane. Le sei settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021.

Per far fronte alla crisi economica delle associazioni e società sportive dilettantistiche per le misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, è istituito il fondo per il sostegno delle associazioni sportive dilettantistiche e delle società sportive dilettantistiche.

Il finanziamento del fondo è determinato nel limite massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020 ed è destinato all’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività istituzionale a seguito dei provvedimenti statali di sospensione delle attività sportive.

È riconosciuto anche un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti dei settori interessati dalle chiusure e dalle limitazioni che, alla data del 25 ottobre, hanno la partita Iva attiva. Il contributo a fondo perduto spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. L’importo del contributo
non può essere superiore a 150mila euro.

Il decreto è stato presentato dal premier Conte con il ministro dell’economia Gualtieri: “Il decreto ristoro è un decreto che ho firmato all’una di notte, solo quando con i ministri Gualtieri e Patuanelli eravamo sicuri che le risorse c’erano – ha detto – I contributi arriveranno direttamente nel conto corrente con bonifico dell’Agenzia delle entrate e arriveranno già a metà novembre a chi aveva aderito alla prima edizione del contributo a fondo perduto, agli altri successivamente”.

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