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Novità per i lavoratori autonomi: i vantaggi della digitalizzazione

Il mondo dei lavoratori autonomi ha tanti lati positivi ma non è di certo semplice, specie per quanto riguarda costi e tassazione che deve sostenere chi è titolare di una partita IVA. Secondo una ricerca condotta dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, la differenza che si ha con i lavoratori dipendenti è davvero ampia: considerando un reddito lordo pari a 12.000 euro, un titolare di partita IVA pagherà tra contributi previdenziali e imposte sui redditi 4.350 euro se ha aderito al regime forfettario e 4.241 euro se invece si trova in regime ordinario, con un netto che rispettivamente ammonterà a 7.650 e 7.759 euro. Al contrario, sempre a parità di reddito lordo, un lavoratore dipendente guadagnerà al netto 11.135 euro, mentre un pensionato 10.543 euro. Una forbice ampia, che non viene mitigata neanche dalla previsione di una flat tax al 15% per le partite IVA a regime forfettario.

Costi per le partite IVA, come risparmiare

Le spese da sostenere per chi possiede una partita IVA sono diverse e dipendono prima di tutto dal regime fiscale che si sceglie al momento dell’apertura, ordinario o forfettario. In generale, un lavoratore autonomo dovrà inevitabilmente aggiungere agli eventuali costi intrinseci della propria attività, come acquisto di beni strumentali o pagamento delle bollette della luce, l’onorario dovuto al commercialista che tiene la contabilità. Da non dimenticare poi il diritto camerale dovuto da tutti gli iscritti al Registro delle Imprese, i contributi previdenziali da versare all’INPS o alla propria cassa di appartenenza e, ovviamente, le imposte sul reddito come IRPEF e IRAP.

Ci sono dei modi per cercare di contenere le spese che chi ha una partita IVA deve sostenere e uno di questi è proprio quello di aderire al regime forfettario al momento dell’apertura, che per i primi cinque anni presenta costi ridotti. Da non dimenticare poi le utenze: i professionisti dovrebbero controllare sempre sul web se dovesse essere presente qualche offerta per partita IVA così da rendere più accessibili i costi di internet o della luce. Consigliabile anche studiare bene il sistema di detrazioni e deduzioni, che permettono di rientrare di molti costi come affitti, canoni per l’auto, acquisto di dispositivi e smartphone per lavorare o anche i pasti, se si usufruisce di buoni pasto.

Recovery Fund e lavoratori autonomi

I fondi di cui disporrà l’Italia grazie all’approvazione del Recovery Fund saranno in parte utilizzati anche per implementare innovazione e digitalizzazione nel paese, ottimi punti di partenza per semplificare le pratiche a cui devono sottostare i lavoratori autonomi e per ricevere bonus. È previsto infatti uno snellimento e un ammodernamento di tutto il sistema fiscale, di cui potrebbe essere una parte importante ad esempio la dichiarazione IVA precompilata da introdurre nel 2021, o anche l’incentivazione alla fatturazione elettronica. Tutto questo sarà accompagnato anche dall’erogazione automatica di bonus e indennità basati su requisiti di reddito che dovrebbero agevolare ancor di più i lavoratori autonomi nell’esercizio delle loro professioni.

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