No al pirogassificatore Kme, Uilm mette in guardia: “Occorre dare un futuro all’impianto di Fornaci”

Il sindacalista: "Azienda, politica e sindacati devono riallacciare il dialogo"

“La prima bocciatura da parte dei tecnici della Regione del progetto di autoproduzione di energia elettrica presentato da Kme Italy per lo stabilimento di Fornaci di Barga non deve rappresentare uno stop ma un momento di profonda riflessione da parte di tutti. L’azienda, le istituzioni a tutti i livelli, lavoratori, cittadini e le organizzazioni sindacali devono pensare a come dare un futuro a questo impianto che oggi affronta una profonda crisi, acuita dall’emergenza Covid, ma che rappresenta un pezzo di storia del territorio, che è ancora il più grande della provincia e dà lavoro a 800 persone, compreso l’indotto”. A parlare è il segretario della Uilm area nord Toscana, Giacomo Saisi, che interviene così dopo la decisione della conferenza dei servizi della Regione Toscana di bloccare, almeno per il momento, il progetto di rilancio presentato da Kme Italy per Fornaci.

“In attesa di capire quali potranno essere le mosse dell’azienda – dice Saisi – compreso un possibile ricorso contro la decisione, ribadiamo che la nostra posizione non è mai stata di un sì o no a prescindere. Non essendo dei tecnici non ci sentivamo in grado di dare giudizi affrettati. L’attuale verdetto sostiene che per ora non ci sono le condizioni per la realizzazione del progetto, quindi ne prendiamo atto e come Uilm ci attiveremo da subito per cercare di incalzare l’azienda a trovare strade alternative e soluzioni che mirino alla completa salvaguardia dell’occupazione. Non possiamo però esimerci dall’esprimere la nostra preoccupazione per la situazione che sta vivendo lo stabilimento. Ormai sono più di 10 anni che si registra un calo costante delle produzioni  e abbiamo  dovuto gestire   questi cali con accordi difensivi per cercare di salvaguardare il più  possibile i livelli occupazionali, chiedendo pesanti sacrifici ai lavoratori e alle lavoratrici. Sono molti anni che non vengano fatte più  assunzioni nemmeno per gestire  un normale tour over, azienda che non assume ha poco futuro”.

Non è solo il passato a preoccupare perché l’emergenza Covid sta creando altre criticità da affrontare nell’immediato: “Gli ordini latitano e i giorni di adattamento di cassa integrazione  aumentano – continua il segretario Uilm – Il post Covid sta arrivando e sta colpendo pesantemente lo stabilimento a conferma della delicata situazione. Anche la fermata per ferie collettive del mese di agosto sarà più lunga rispetto a quella degli anni precedenti. È una situazione che va costantemente monitorata non solo dalle organizzazioni sindacali ma anche dalle istituzioni locali regionali e nazionali che dovrebbero mettere al centro il lavoro e i lavoratori e a dare aiuti concreti, a trovare soluzioni serie per far tornare la fabbrica competitiva invece di fare proclami giornalistici utili solo a  fini elettorali in vista delle elezioni regionali. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo: c’è bisogno di unire le forze. Azienda, politica e sindacati devono riallacciare il dialogo per tutelare il futuro occupazionale dell’intera Valle del Serchio”.

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