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Bugli: "Sindaci imparino a gestire accoglienza"

crocerossaimmigrati con bugli tassello 1Bisogna che tutti imparino a gestire l'accoglienza a cominciare dai sindaci senza dire “io non li voglio”, tanto la Toscana dovrà alla fine prendere il 7 percento dei profughi che sono sul suolo nazionale.

Questa la posizione espressa dall'assessore regionale all'immigrazione Vittorio Bugli e valida per tutta la Regione. Parole che arrivano a poche ore dall'incontro aperto alla popolazione che si terrà questa sera (1 agosto alle 21) alla scuola elementare di Diecimo per parlare di profughi e accoglienza nel comune di Borgo a Mozzano e in Mediavalle. Una riunione organizzata da tempo ma che si svolgerà dopo giorni in cui si è molto parlato del problema da vari punti di vista. Sulla questione Vittorio Bugli durante l'inaugurazione di un progetto di integrazione in provincia di Pisa ha provato a spiegare la situazione. “Bisogna imparare a gestire piuttosto che subire - dice Vittorio Bugli, nell'analizzare il così difficile rapporto che si sta creando fra Prefetture e Comuni nella gestione dell’accoglienza. Problemi che nascono dalle difficoltà di “Una situazione strutturale – la definisce Bugli – gestita ancora troppo in un’ottica di emergenza”. Da qui il richiamo ai sindaci, “Perché tutti facciano la loro parte”, evitando al tempo stesso che le Prefetture chiedano “troppi sacrifici a quei Comuni che invece hanno già fatto quello che dovevano”.
È questo il pensiero illustrato a San Miniato, al termine dell'inaugurazione quando c'è stata l'occasione per un’analisi su ciò che sta accadendo in tanti Comuni toscani, con le Prefetture obbligate da un lato a reperire spazi e immobili nel più breve tempo possibile e i sindaci, dall’altro i sindaci. In mezzo ci sono privati e cooperative, decise a riempire un vuoto che in molti casi può rappresentare anche un ottimo affare.
Proprio per questo, al di là di ogni posizione politica, l’assessore Bugli ricorda a tutti che la questione rimane. E che la migliore strada da seguire è quella delle cosiddette quote Anci, vale a dire il numero di migranti che ciascuno Comune dovrebbe ospitare in base al proprio peso demografico. “Esiste una formula, molto semplice, che ripartisce le quote – sottolinea l’assessore -: è un calcolo che ha fatto l’Anci basandosi proprio sul modello toscano di accoglienza, centrato sull’idea di un’accoglienza diffusa per piccoli gruppi. Con questo sistema non abbiamo mai avuto problemi, al netto ovviamente di casi di delinquenza. Per il resto, però, dobbiamo sapere che la Toscana è chiamata ad accogliere il 7 per cento dei migranti che arrivano in Italia. E lo stesso vale in una Regione come il Veneto governata dalla Lega o in una coma la Lombardia dove la percentuale è addirittura del 12. Perché è chiaro che siamo di fronte ad una situazione strutturale e non più emergenziale”.
Da qui l’appello di Bugli a gestire la situazione, tutti insieme: “Le Prefetture devono collaborare con i sindaci – prosegue l’assessore – ma anche i sindaci devono assumersi la responsabilità di gestire l’accoglienza in prima persona”. Ognuno, insomma, deve fare la sua parte, evitando che il rifiuto di alcuni ricada poi sulle spalle di altri. “L’accoglienza va comunque fatta – riprende Bugli – ma bisogna farla bene. Se i sindaci vanno dal Prefetto dicendo che cercheranno loro le strutture, proprio nell’interesse dei cittadini e dei proprio territori, allora certi problemi possono essere evitati. Dobbiamo tendere a questo: aiutare le prefetture a collaborare con i territori, ma per farlo devono essere i sindaci a muoversi e a dettare la linea. In questo modo l’accoglienza viene gestita come si deve, altrimenti rischiamo di creare situazioni insostenibili”.

Giacomo Pelfer

Ultima modifica ilMartedì, 01 Agosto 2017 22:54

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