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L’amore di un cane è per sempre: non maltrattateli, non abbandonateli e adottate se potete

I 4 zampe, non sono un gioco, sono esseri sensienti che provano gioia e dolore, sofferenza e angoscia come noi

I cani non solo fanno parte di una famiglia: sono la famiglia. Un 4 zampe, infatti, è un figlio peloso, per la maggior parte dei proprietari. E guai a chi glielo tocca. Darebbero la vita per il proprio cane, amico fedele e sincero.

Ma, purtroppo, non è cosi per tutti. Tanti gli abbandoni, di cuccioli piuttosto che di animali ormai vecchi e malati. I canili, i rifugi, sono pieni di cani in cerca di un amore perduto. Tanti, ogni giorno, gli appelli per un’adozione, che arrivano dalle varie associazioni per i pelosi. Cani lasciati al loro triste destino, molti anche maltrattati, seviziati da una mano che credevano amica, ma che loro malgrado non perdono la fiducia nell’umano, e aspettano che il loro “babbo” o “mamma” tornino a riprenderli.

Oggi è Natale, un giorno dell’anno in cui tutti noi ci ritroviamo insieme con le persone che amiamo di più, ma per gli animali che vivono in canile è diverso.

Tanti i cuccioli presi come giochi per i bambini poi abbandonati appena crescono, cani presi per sostituire figli che non arrivano poi abbadonati appena c’è un bambino in arrivo. Cani abbandonati perché si cambia casa e per loro non c’è più posto, perché si cambia lavoro e per loro non c’è più tempo. Mille motivazioni, fra cui la più banale e comune la sopraggiunta allergia al pelo, tirate fuori dopo che del giochino ci si é stancati.  Ma loro, i 4 zampe, non sono un gioco, sono esseri senzienti che provano gioia e dolore, sofferenza e angoscia come noi e forse più di noi perché non hanno voce per protestare, possono solo subire i nostri umori.

Il cane, da sempre, è considerato il miglior amico dell’uomo: il suo amore non è condizionato, ti ama e basta. Se noi bipedi abbiamo tanti amici, distrazioni, divertimenti, affetti… per il quattro zampe esiste solo e unicamente il suo umano: unico punto di riferimento per la loro, breve purtroppo, vita.

Chi ha perso il suo amato fido, se pur morto di vecchiaia, lo piange disperatamente: è un lutto vero e proprio, come perdere un genitore, un nonno o un figlio.

Quanti i cani, inoltre, spariti nel niente, anche rubati, si contano? Tanti, troppi.

L’ultimo caso, a Viareggio, dove il piccolo Boby, un pinscher di 7 anni, è stato “rapito” in Darsena e il suo proprietario, Silvio Onnis, ha avuto la fortuna che la scena del furto fosse ripresa dalle telecamere di video sorveglianza, e i carabinieri, in nemmeno 24 ore, sono riusciti a risalire, attraverso la targa, all’uomo che lo aveva preso.

Ed è proprio Silvio a lanciare un appello, anche per donare amore ai tanti cani finiti dietro alle sbarre di una gabbia di un canile, che seppure i volontari facciano del loro meglio per accudirli la loro vita è come quella di in carcerato innocente:Adottate, custoditeli con tutto il vostro amore, sapranno riempirvi di tanta felicità”.

Molti di loro sono anziani, disabili, malati, hanno bisogno di cure urgenti. Aprire le porte del canile e adottare è un atto di amore: una carezza per loro significa tanto, e per chi adotta saranno solo tanti sguardi fatti di sorrisi e riconoscenza.

Basta maltrattarli, basta abbandonarli, basta considerarli meno di nulla. Se in famiglia c’è un problema si trova la soluzione e tutti insieme si va avanti. Non si porta il proprio figlio in un orfanotrofio alla prima difficoltà analogamente non si porta il proprio cane in canile.

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