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Scuola in sciopero: in provincia di Lucca il 40 per cento del personale aderisce alla protesta

Garfagnana appena sfiorata dalla protesta, ad eccezione di Barga

La scuola si ribella anche in provincia di Lucca. Circa il 40 per cento del personale scolastico del territorio, tra docenti e collaboratori, ha infatti aderito allo sciopero nazionale indetto da Flc Cgil, Uil Scuola, Gilda, Snals, Cobas e Cub. Tra le ragioni della mobilitazione, che anticipa la già annunciata protesta dell’intero mondo del lavoro in programma il prossimo giovedì (16 dicembre), ci sono le retribuzioni e la stabilizzazione dei contratti.

Stando ai primi numeri comunicati dagli istituti comprensivi e superiori della provincia infatti, lo sciopero sembrerebbe non aver avuto un’adesione unanime su tutto il territorio, con la Garfagnana appena sfiorata dalla protesta – ad eccezione di Barga – mentre avrebbe avuto più attrito in Versilia e nella Piana di Lucca. Qui, in alcune scuole, l’intero personale Ata ha aderito alla mobilitazione e di conseguenza le lezioni sono state sospese. È infatti tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario che si sono registrate le maggiori adesioni.

Tra gli istituti comprensivi dove si sono registrate le adesioni più alte ci sono Montecarlo, con 37 lavoratori che hanno aderito alla mobilitazione, Ponte a Moriano, dove ha aderito il 74% per cento dei collaboratori scolastici e il 24 % dei docenti, il Don Aldo Mei di Capannori dove ha aderito il 36% dei docenti e il 21% del personale Ata, l’Ungaretti (San Concordio) dove ha aderito il 14% dei docenti e l’89% del personale Ata. Più bassa l’adesione nelle scuole superiori, ad eccezione dell’istituto superiore di Barga dove ha aderito il 45% del personale scolastico e del liceo Carducci a Viareggio dove ha aderito il 10% dei docenti e il 95% dei collaboratori scolastici e il nautico, dove ha aderito il 10% dei docenti e il 75% dei collaboratori scolastici. Diversa la situazione negli istituti lucchesi: al Carrara hanno aderito 8 insegnanti su 124 e 8 collaboratori, al Pertini 12 docenti e 5 Ata, al Vallisneri 12 docenti e 13 Ata.

“Si tratta di una percentuale molto alta, che si avvicina al 40 per cento di tutto il personale scolastico della nostra provincia – sottolinea la dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara Donatella Buonriposi -. Delle tre macrozone la Garfagnana è sicuramente quella meno toccata mentre non ci sono sostanziali differenze tra il centro storico e dintorni, la Piana e la Versilia. Lo sciopero, almeno stando a questi primi numeri provvisori, ha coinvolto soprattutto i collaboratori scolastici”.

Tra i punti principali dello sciopero c’è infatti la richiesta di una conferma dei contratti Covid anche per il personale Ata oltre alla previsione di ore di formazione per consentire al personale amministrativo di innalzare il proprio profilo professionale. Ma le ragioni della protesta, convogliate oggi nel corteo nazionale a Roma in vista della discussione sulla nuova legge di bilancio, toccavano anche gli aumenti medi superiori alle ‘tre cifre’ al netto dell’elemento perequativo per un adeguamento rispetto alle media retributiva dei colleghi europei, la richiesta di stanziamento di fondi per un contratto inclusivo che riconosca al personale con contratto a tempo determinato gli stessi diritti del personale a tempo indeterminato, la certezza di stabilizzazione per i tanti precari in servizio, l’abolizione del fondo per la valorizzazione della dedizione all’insegnamento.

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