L'evento
|Nel nome di Primo Levi il Giorno della Memoria alle medie di Ghivizzano
Il giovane studioso coreglino Matteo Viviani rievocherà una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente con gli studenti
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, così scriveva Primo Levi nel 1976 nell’appendice per l’edizione scolastica di Se questo è un uomo. E mai come oggi l’esercizio della memoria, soprattutto tra i più giovani, ha bisogno di essere stimolato affinché certi avvenimenti drammatici del nostro recente passato non vengano dimenticati ma siano un monito per le generazioni future.
Con questo spirito, il Comune di Coreglia di Coreglia Antelminelli ha deciso di celebrare quest’anno il Giorno della Memoria con un incontro alla scuola secondaria di primo grado di Ghivizzano in presenza dello storico Matteo Viviani.
Martedì (27 gennaio) giornata internazionale istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto, il giovane studioso locale, alle 10,45, rievocherà una delle pagine più drammatiche della nostra storia recente: il genocidio di 6 milioni di ebrei messo in atto dal regime nazista del Terzo Reich e dai loro alleati, tra il 1933 e il 1945, e lo sterminio di tutti coloro che – per motivi razziali, politici o religiosi – condivisero la stessa sorte.
Matteo Viviani, giovane coreglino laureato in storia e tirocinante a Bruxelles al Parlamento Europeo, torna quindi a parlare sul territorio dopo aver di recente presentato la sua indagine sul periodo bellico a Coreglia negli anni 1943-1944 condotta con il rigore scientifico che caratterizza chi affronta tematiche così delicate, sulla base di fonti e atti documentali oggettivi, frutto di ricerche e riscontri di archivio. “Oggi avvertiamo con maggiore urgenza – ha affermato il sindaco del Comune di Coreglia Antelminelli Marco Remaschi – la necessità di allenare il ricordo per sottrarlo al rischio dell’oblio, soprattutto in un tempo dove la testimonianza dei superstiti si fa sempre più rara e preziosa. Conoscere il nostro recente passato ci aiuta a comprendere meglio l’attuale contesto internazionale per orientarci verso un futuro di pace e di speranza”.


