L'evento
|In un volume gli atti del convegno sui 50 anni del Museo civico della figurina di gesso e dell’emigrazione
È stato presentato ieri pomeriggio (20 dicembre), al teatro Alberto Bambi alla presenza del sindaco e del curatore Pietro Paolo Angelini
Una preziosa pubblicazione a coronamento di una due giorni di storia, arte e cultura molto importante per la memoria e l’identità coreglina.
È stato presentato ieri pomeriggio (20 dicembre), al teatro Alberto Bambi, il volume realizzato dal Comune di Coreglia Antelminelli, con il contributo della Fondazione Bml, contenente gli atti del partecipato convegno tenuto il 13 settembre in occasione della celebrazione del 50esimo anniversario della creazione del Museo civico della figurina di gesso e dell’emigrazione Guglielmo Lera.
In apertura i saluti istituzionali della consigliera con delega al museo Matilde Gambogi che, a nome di tutta l‘amministrazione comunale, ha voluto ringraziare il professor Pietro Paolo Angelini, coordinatore del convegno e curatore del volume, per l’appassionato impegno, l’attenzione e la competenza dimostrati nel celebrare questo significativo appuntamento per la comunità locale.
“Arriviamo alla conclusione di questo duplice evento – ha esordito la consigliera Gambogi – che ha voluto degnamente celebrare i 50 anni del nostro museo, un luogo speciale che conserva e mantiene vive le nostre radici creando un ponte tra passato, presente e futuro. Parlare dell’emigrazione e dell’arte figurinaia significa toccare le corde più profonde del nostro popolo e rievocare le figure che hanno lasciato una traccia tangibile per lo sviluppo di questo borgo”.
Il volume presentato, realizzato con il contributo fotografico di Giovanni Nardini, racchiude numerosi contributi al suo interno. Oltre al saluto del sindaco Marco Remaschi e alla presentazione dello stesso professor Angelini – che ha anche contribuito a rammentare la storia di Tommaso Mattei, emigrante di Gromignana, figurinaio in Europa e nelle Amriche nella seconda metà dell’Ottocento -, sono presenti le relazioni del vicesindaco Giorgio Franco Daniele, che ha rievocato la figura di Alberto Bambi, uno degli appassionati che contribuirono alla nascita del museo, e di Matilde Gambogi, che ha riportato la testimonianza del figurinaio coreglino Pellegrino Mazzotti – le cui discendenti sono state omaggiate il giorno del convegno.
Quindi sono di rilievo i contributi del professor Paolo Tagliasacchi sulla figurina di gesso e l’emigrazione del figurinaio, e di Ave Marchi, presidente della Fondazione Paolo Cresci e rappresentante del Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, che ha scritto un interessante capitolo dedicato ai gessi di tradizione classica e rinascimentale dei figurinai lucchesi nel centro Europa tra Ottocento e Novecento.
Chiudono il volume gli interventi di Carlo Pellegrini di Etruria Statue, l’ultima ditta di arte figurinaia a Coreglia, e di Stefano Giovacchini, che con la Summer School della Smac recupera ed attualizza, tramite le nuove tecnologie, quella che fu l’idea originaria del barone Carlo Vanni. “Il libro – ha spiegato il professor Pietro Paolo Angelini – è ben curato, stampato a colori e si fa apprezzare per la coralità e la ricchezza dei suoi contributi scritti e fotografici. Un testo da leggere su due livelli, quindi, che ha sullo sfondo il tema dell’emigrazione nella sua doppia connotazione tragica e speranzosa. Ringrazio sentitamente il Comune di Coreglia Antelminelli, la Fondazione Banca del Monte di Lucca e tutti coloro che hanno permesso la realizzazione di questo importante tassello di storia locale”.
L’ultima parte del volume è una storia per immagini del museo civico: ci sono le prime foto scattate nel 1975, quelle che immortalano l’intitolazione a Guglielmo Lera il 19 marzo 2005, la mostra a Lucca Figurinai lucchesi dell’11 settembre 2013 e, non ultimo, il réportage di Nicola Tognetti del convegno del 13 settembre.
È stato poi proiettato, in anteprima, il documentario Partivo a piedi con due sacchi in collo di Paolo Pescucci che racconta, attraverso parole e immagini, il meraviglioso borgo di Coreglia e il suo simbolico museo, mostrando l’arte figurinaia – oggi mantenuta ancora in vita da pochi artisti-artigiani locali come Duilio Pellegrini.
La giornata è stata allietata dall’intrattenimento musicale della cantante Alba Gonnella e del musicista Antonio Caproni che, sulle note acustiche della chitarra e del kazoo, hanno fatto rivivere pagine sonore legate alla tradizione migratoria. Al termine della cerimonia, una copia del volume presentato è stata consegnata a tutti i partecipanti all’incontro.


