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Cinquant’anni in un giorno: celebrato il Museo Civico della Figurina di Gesso e dell’Emigrazione

Convegno e musica nel programma della partecipata giornata

Cinquant’anni in un giorno. E’ trascorso già mezzo secolo da quando l’ex scuola elementare, ospitata all’interno del palazzo di proprietà del barone Carlo Vanni, fu trasformata nel Museo Civico della Figurina di Gesso e dell’Emigrazione intitolato, a partire dai primi anni duemila, a Guglielmo Lera.

Un traguardo molto importante per la comunità di Coreglia Antelminelli che l’amministrazione comunale ha voluto celebrare ieri mattina (sabato 13 settembre) con un evento molto sentito e partecipato nel centro storico del borgo. La mattinata si è aperta con l’applaudita esibizione della compagnia Alabardieri della Vicaria di Coreglia Antelminelli e della Filarmonica Catalani. Il corteo si è poi trasferito al teatro Alberto Bambi, altro luogo significativo del capoluogo, passando davanti alla statua del figurinaio coreglino Mario Pisani ed omaggiando il laboratorio di Dulio Pellegrini.

Un teatro gremito ha fatto da cornice al convegno, coordinato da Pietro Paolo Angelini, che ha tracciato il lungo percorso del museo attraverso il ricordo di coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione e lo hanno reso un punto di riferimento per appassionati e studiosi da ogni dove.

Giorgio Franco Daniele, in particolare, ha ricordato la figura di Alberto Bambi, uno degli appassionati che contribuirono alla nascita del museo, mentre Matilde Gambogi ha raccontato la storia dello scultore e figurinaio coreglino Pellegrino Mazzotti alla presenza, in sala, della pronipote, Josie Beauchamp, giunta appositamente dall’Inghilterra dopo che essersi recata al Museo per trovare notizie sul trisavolo. Angelini ha invece parlato di Tommaso Mattei, altro figurinaio coreglino partito dal borgo di Gromignana. Tra i presenti, la presidente dell’associazione “Lucchesi nel Mondo” Ilaria Del Bianco e il maresciallo della stazione Carabinieri di Coreglia Antelminelli Mirco Nardini.

Il convegno è entrato nel vivo con l’intervento appassionato e molto apprezzato di Paolo Tagliasacchi, già Direttore del Museo, e di Ave Marchi della Fondazione Paolo Cresci e del Sistema Museale della Provincia di Lucca che ha relazionato sui viaggi in treno delle copie in gesso della statuaria rinascimentale.

Il convegno si è concluso con la proiezione di una breve anteprima del documentario “Partivo a piedi con due sacchi in collo” di Paolo Pescucci e delle foto di Giovanni Nardini. L’Amministrazione Comunale ha voluto poi consegnare un attestato di riconoscenza ai relatori e ai discendenti delle famiglie dei figurinai che, grazie alle loro donazioni, hanno permesso di arricchire il Museo con statue, documenti e disegni dei loro avi.

Gli atti del convegno verranno poi racchiusi in un volume che sarà presentato prossimamente con l’intenzione di lasciare una traccia di questa storica mattinata. In molti coloro che, dopo la cerimonia, si sono intrattenuti per una visita guidata all’interno del Museo per apprezzarne l’enorme patrimonio culturale custodito.