A San Pellegrino l’anteprima dello spettacolo teatrale di Elisabetta Salvatori

Tutto pronto per “Un prete, due santi, un confine e 4000 pezzi unici”

Si terrà domenica (3 luglio) alle 16,30, a San Pellegrino in Alpe, l’anteprima dello spettacolo teatrale, di e con Elisabetta Salvatori, “Un prete, due santi, un confine e 4000 pezzi unici”.

Da questo luogo e da questo museo nasce l’idea della rappresentazione teatrale: “Tutto il racconto ruota intorno al tema della memoria di quel territorio: San Pellegrino in Alpe. Il museo, come luogo a servizio della memoria, raccoglie gli oggetti. Dietro gli oggetti ci sono le storie. A legare le storie, la vita di tre uomini: un prete e due santi. Incastri, coincidenze, su una terra di confine piena di mistero”. Elisabetta Salvatori, raccoglie e narra storie di luoghi e tradizioni. Ha la curiosità di chi sa scoprire episodi rimasti nascosti, si documenta, scrive e li consegna al pubblico con la cura di una restauratrice.

Lo spettacolo, creato in collaborazione con Fondazione Campus, andrà in scena sette volte durante questa estate (3, 24 e 31 luglio, 1, 14, 21, e 28 agosto) alle 16,30 nel prato antistante l’antico ospitale di San Pellegrino in Alpe.

spettacolo teatrale a san pellegrino

L’evento è parte del progetto ‘Visiting the Margins. INnovative CULtural ToUrisM in European peripheries’ — ‘Incultum’ (https://incultum.eu/), finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020 e vede coinvolti 15 partner (fra cui l’università di Pisa) da 10 diversi paesi europei. Responsabile scientifico del progetto per Unipi è la professoressa Enrica Lemmi, professore ordinario presso l’università di Pisa e direttrice dell’Accademia del turismo di Fondazione Campus.

Incultum si occupa delle sfide e delle opportunità del turismo culturale con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo sociale, culturale ed economico sostenibile. Esplorerà il pieno potenziale delle aree marginali e periferiche quando sono gestite dalle comunità locali e dalle parti interessate. Si adottano approcci partecipativi innovativi, trasformando gli abitanti locali in protagonisti, in grado di ridurre gli impatti negativi, imparando e migliorando le buone pratiche da replicare e tradurre in strategie e politiche. Il lavoro è gestito da un gruppo interdisciplinare di partner tra cui il mondo accademico, i comuni e le Pmi.

Incultum mira a dimostrare l’alto potenziale dei luoghi marginali e periferici, del patrimonio culturale e delle risorse quando sono gestiti dalle comunità locali e dagli stakeholders. Verranno analizzati 10 casi pilota di territori e comunità viventi e, sulla base dei risultati, verranno co-create soluzioni innovative personalizzate. I progetti pilota forniranno nuovi dati quantitativi e qualitativi che saranno combinati con le statistiche ufficiali e con nuovi dati raccolti attraverso l’uso di applicazioni informatiche sviluppate autonomamente e lo sfruttamento di fonti di dati non ancora sfruttate.

Uno dei 10 studi pilota è quello di San Pellegrino in Alpe, piccolo borgo a cavallo fra le province di Lucca e Modena.

San Pellegrino in Alpe si trova sull’Appennino Tosco-Emiliano ad un’altitudine di 1525 metri. E’ il paese stabilmente abitato più alto di tutta la catena appenninica, altra sua peculiarità, è quella di appartenere contemporaneamente a due comuni (Castiglione e Frassinoro), due province (Lucca e Modena) e due regioni (Toscana ed Emilia-Romagna). A San Pellegrino c’è un interessante Museo Etnografico, che offre una ricca documentazione della civiltà contadina di queste terre e rappresenta una delle più importanti raccolte dell’Italia centrale.

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