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“Memoria di donna”, presentato a Barga il nuovo libro di Sara Moscardini foto

L'autrice: "Non basta il linguaggio inclusivo per cambiare le sorti di ciò che accade oggi"

Sabato scorso (18 dicembre) alla Fondazione Ricci di Barga è stato presentato il nuovo libro di Sara Moscardini dal titolo “Memoria di donna”: nove storie femminili che attraversano sette secoli di storia locale ed universale.

Ad introdurre l’autrice è Cristiana Ricci che afferma: “Sul piano tematico la scelta di Sara è stata molto forte poiché ha deciso di dar voce a donne che non sono passate alla storia. Questo libro, come lei stessa suggerisce, nasce dall’urgenza di raccontare la dimensione femminile da mani femminili, considerando che la storia di Barga è stata scritta e tramandata prevalentemente da uomini. Impossibile – sottolinea l’autrice – non trovare ragioni nell’attualità e nella cronaca che giornalmente ci restituisce aberranti casi in cui la violenza di genere si afferma come protagonista assoluta di questi tempi. Inoltre – sottolinea Moscardini- la violenza si esprime in molti modi, nascondendosi nei pensieri, nelle opinioni e nelle reazioni nei confronti delle donne”.

Attraverso fonti antiche accertate perlopiù tratte dalla storia barghigiana, compresa tra il sedicesimo e il ventesimo secolo, l’autrice ha saputo delineare interessanti profili di donne che sono anche lo specchio della dimensione sociale e culturale in cui queste hanno vissuto ed in cui spesso sono state vilipese ed offese. “Questo accade anche oggi ed è una battaglia di civiltà che dovrebbe interessare indistintamente tutti. Questo lavoro – conclude l’autrice – non vuole entrare nel merito degli studi generi, ambito nato negli anni ’70 del 900, ma è il risultato di un percorso di ricerca nato nel 2017, quando nell’archivio storico di Barga mi sono imbattuta negli atti processuali a carico di Maria Domenica Ferranti una ragazza di 17 anni che nel 1871 depose una denuncia per stupro e le cui accuse le si ritornerò contro. Sono fermamente convinta – conclude – che non basti il linguaggio inclusivo per cambiare le sorti di ciò che accade oggi, o declinare al femminile i suffissi dei sostantivi: è indispensabile ripensare le basi dell’istruzione e della nostra educazione“.

In conclusione la sindaca Caterina Campani afferma: “Per troppo tempo le donne sono state in disparte, ed è questa la ragione per cui non è stato possibile valorizzare il fondamentale ruolo che hanno ricoperto in prospettiva familiare e sociale. Questo libro restituisce loro dignità e voce. È anche un bel modo per sottolineare la bellezza del nostro archivio storico che conserva le tante storie di uomini e di donne che raccontano il nostro territorio”.

 

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