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Spettacoli a Barga, pronti a riaprire i cinema Puccini e Roma: “Ma il coprifuoco alle 22 mortifica il settore”

Parla Maria Teresa Puccini che con i quattro figli gestisce le due sale, una delle quali risale al lontano 1933

Quella di oggi (26 aprile) era una data tanto attesa, seppur discutibile e per molte ragioni discussa dalla maggior parte degli esercenti appartenenti al settore culturale.

L’ultimo decreto ministeriale trasmesso dal governo ne consentirà infatti la riapertura ma non senza contraddizioni. Il nodo cruciale di questa disposizione estendibile a tutti luoghi pubblici votati al tempo libero, risiede nell’aver stabilito il coprifuoco non oltre le 22. Questo dato non è certamente sfuggito a tutti coloro che devono far fronte sia sul piano organizzativo che economico ad una serie di ostacoli a cui la ripartenza è legata. Perplessità che investono molte delle attività ormai radicate alla nostra realtà territoriale.

Tra i molti, lo storico Cinema Puccini di Fornaci di Barga e il Cinema Roma di Barga,  entrambi gestiti da Maria Teresa Puccini e dai quattro figli Pietro, Gioconda, Alessandra ed Elisabetta. Nato nel 1933 da un’iniziativa del nonno rientrato dall’America e rimasto affascinato dalla nascente industria cinematografica americana, la sala di Barga dispone di 375 posti mentre il Puccini di 226, entrambi dotati di impianto digitale 3D.

Sul tema Maria Teresa si dimostra combattiva: “Quando eravamo chiusi – dice – sono usciti tutti i film le cui proiezioni sono andate a vuoto, l’unico che è riuscito a non far debuttare il proprio film è stato Carlo Verdone. Io sono pronta per far ripartire i miei cinema che sono regolarmente sanificati. Mappa della sala alla mano abbiamo pensato ad una soluzione che rispetti le distanze tra poltrone per garantire la piena sicurezza degli spettatori, nell’attesa che dall’alto ci diano risposte che per adesso non sono arrivate. Una cosa è certa: così come sono le attuali disposizioni rischiano di mortificare il mio settore e l’intero introito che ruota intorno all’intrattenimento e al tempo libero, senza dimenticare i ristoratori che per noi rappresentano un traino.”

Un vasto comparto di lavoratori dunque che necessita di risposte certe e di disposizioni che permettano allo spettacolo di continuare. Particolarmente spinosa si rivela anche la questione della gestione degli spazi e della capienza dei posti soprattutto in prospettiva della stagione estiva e la speranza passa anche dalla possibilità di utilizzo di alcuni luoghi all’aperto inutilizzati.

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