Giornate del Fai, più di 200 persone restano stregate da Vico Pancellorum foto

I partecipanti sono stati accompagnati in un tour alla scoperta della perla nascosta a Bagni di Lucca: tanta curiosità per il vecchio borgo, la "piccola Pompei"

Vico Pancellorum mette in mostra le proprie bellezze e i turisti restano stregati. La perla di Bagni di Lucca è stata protagonista delle due giornate del Fai d’autunno (svolte in sicurezza e nel rispetto delle norme anticovid), un vero e proprio successo che ha visto la presenza di oltre 200 partecipanti, curiosi di scoprire il paese di Vico Pancellorum.

Vico Pancellorum, con la sua bella, antica e misteriosa Pieve Romanica, al momento si piazza al primo posto in tutta la provincia di Lucca tra i Luoghi del Cuore, la campagna nazionale per i luoghi italiani da non dimenticare promossa dal Fai in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Luoghi del cuore Fai, Vico Pancellorum 53esimo in tutta Italia

Sonia Boldrini racconta con soddisfazione le due giornate di successo organizzate con il Fai: “Come presidente del comitato la Cornice di Vico Pancellorum – insieme al vice presidente Jerry Possentini e all’aiuto di Claudio Stefanini e del braccio destro del comitato Maurizio Lucchesi – ho voluto dare il benvenuto a tutte le persone del Fai e in prima persona a fargli da guida percorrendo tutto il borgo tra storia, leggenda, arte e cultura e anche un pizzico di poesia quando, percorrendo i vecchi lastricati, si aprono finestre di panorami estesi e colorati d’autunno. Il tour è iniziato con la presentazione del progetto del comitato dell’antico borgo con la sua fortezza e chiesa arroccato sul monte Erto. Il vecchio paese è stato da noi presentato come la Piccola Pompei ed avendo il comitato interessato la soprintendenza e l’università di Pisa avremo modo in seguito di dare gli aggiornamenti necessari sul sito interessato adesso in via di studio”.

Vico Pancellorum, inaugurato il sentiero che porta al castello: “È il primo step per la riscoperta del vecchio borgo”

“Oltre ad invitare prossimamente i presenti al tour che conduce al castello – prosegue Sonia Boldrini -, ci addentriamo nel borgo attuale di Vico alto e percorrendolo abbiamo visitato dall’esterno il palazzotto del Vicario della Val di Lima e la casa di Castruccio Castracani degli Antelminelli, dove possiamo ammirare il suo volto in uno dei portali dello stesso palazzotto. Proseguendo incontriamo la piazza dedicata al patrono del paese San Paolo nel 1989, incontriamo poi il palazzo del Podestà con vicine le carceri del 1300 fino ad arrivare alla chiesina del santissimo crocifisso edificata come ringraziamento per lo scampato pericolo della peste. È una chiesina votiva che Vico officia soprattutto il 23 settembre data della fine dell’epidemia. Il Cristo crocifisso che giace in orizzontale è di rara bellezza. Siamo dentro l’Arce (cittadella fortificata) e possiamo scorgere le 2 grandi porte che venivano chiuse per difendersi dagli insediamenti del nemico, come una fortezza”.

“Proseguendo incontriamo la casa natale dell’Arcivescovo di Lucca (luglio 1836-1844) Giovanni Domenico Stefanelli – continua il racconto -, bellissima la araldica ecclesiastica scolpita sulla facciata della casa sopra il Portale. Abbiamo ricordato che Vico Pancellorum è da già molti anni il Paese degli Artisti (La settimana degli artisti dove possono mostrare le opere viene organizzata di solito nel mese di agosto), mi è piaciuto fare ammirare dalla più piccola alla più grande opera che si può trovare percorrendo da cima a fondo tutto il paese. La sensazione che ho voluto far percepire alle persone è quella che ognuno di questi artisti ha voluto lasciare permanentemente un loro piccolo pezzo di cuore in ogni angolo di Vico in segno di ringraziamento e di un arrivederci. Ci siamo soffermati più volte ad ammirare i bellissimi scorci panoramici che in particolare il borgo di Vico regala e tra la bellezza di fontanelle e piccoli Oratorini che incontriamo per strada, scorgiamo i vecchi saloni da ballo, le scuole e via dicendo”.

“Dopo la metà dell’800 anche a Vico si emigra quindi inizia lo spopolamento – continua Sonia Boldrini -, ma da maggio in poi il Borgo si ripopola, tornano i figli di chi migrò per fare fortuna e i tantissimi stranieri di ogni parte del mondo che hanno comprato a Vico case adibendole a vere ville con piscina di un certo spessore. Ed ecco che arriviamo alla bella Pieve Romanica una delle più antiche e qui abbiamo lasciato il compito a Claudio Stefanini di raccontarne i contenuti e a fare visitare la cappellina di San Rocco nella zona di Vico bassa dove c’ era in epoca XIV -XV secolo anche un ospedale per ospitare e difendere i poveri provenienti e diretti alla via Francigena. Ci sarebbe ancora da raccontarne di storia su Vico, ma un po’ di suspance da parte vostra aiuterà il Comitato a stupirvi!”.

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