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A San Romano la presentazione del libro che racconta gli orrori della guerra foto

Appuntamento per domani (9 agosto) in piazza Pelliccioni

Tra i 600mila Imi, i militari italiani internati negli stalag tedeschi dopo l’8 settembre 1943, vi erano anche tanti ragazzi della Garfagnana partiti per il servizio militare con la speranza che la guerra terminasse presto ed invece, dopo l’armistizio, iniziò la fase più feroce, da una parte i prigionieri in un centinaio di lager dell’Europa centrale e dall’altra la guerra di Liberazione in Italia, ma in pratica un conflitto civile. Di questo si parlerà domani (9 agosto) a San Romano in Garfagnana, in piazza Pelliccioni alle 21, con la presentazione del libro del professor Dino Magistrelli “I.M.I. N. 66484. Diciotto mesi sulle sponde del Reno. Dalla Divisione Cuneense allo Stalag XII A”, edito da Tralerighe Libri di Andrea Giannasi.

Presentazione libro Dino Magistrelli

Il libro ha vinto il premio letterario Tralerighe Storia 2020. La serata è promossa dall’amministrazione comunale di San Romano in collaborazione con Tralerighe Libri. Tra i presenti il sindaco Raffaella Mariani, il vice Roberto Rocchiccioli, l’editore Andrea Giannasi e l’autore. Ingresso libero fino ad esaurimento posti, nel rispetto della normativa vigente. Prenotazioni: 320.2505244.

Due Imi nativi del comune di San Romano sono ancora viventi; si tratta di Remo Lucarini, classe 1923 e Nicola Turri, primo trimestre 1924, ambedue di Villetta (Turri ora abita a Fornaci di Barga).

Il non ancora ventenne Corinno Magistrelli di Vergnano di Piazza al Serchio, ai primi di gennaio 1943, parte per il servizio militare nel Corpo degli Alpini con destinazione Dronero in Piemonte. L’Italia è già in guerra da due anni e mezzo, ma essa si sta combattendo lontano nelle distese dell’Europa orientale. Sicuramente in cuor loro le giovani reclute auspicavano che la guerra cessasse ed invece otto mesi dopo fu l’inizio del momento più tragico della loro gioventù.

A distanza di molti decenni il figlio Dino ha cercato di mettere insieme, quasi di “ricucire”, le frasi, i ricordi, i racconti di papà Corinno che, dopo anni di quasi silenzio, in vecchiaia aveva cominciato a fare riaffiorare eventi, nomi, circostanze. Diciotto mesi di prigionia, in particolare nei due campi di concentramento dove è rimasto più a lungo, lo stalag XII A a Limburg e stalag XII F a Forbach nella parte sud-ovest della Germania, fino alla liberazione da parte delle truppe statunitensi il 22 marzo 1945. A fine agosto il rientro in Italia con una tradotta militare con prima fermata, il 30 agosto, alla stazione di Novara. Dopo il passaggio obbligatorio dal distretto militare di Lucca, il rientro a casa, a Vergnano, il 3 settembre. Erano passati quasi tre anni. Corinno aveva 22 anni e quatto mesi e la vita era ritornata a sorridergli.

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