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|Con i figli in auto fanno la truffa del finto carabiniere: due quelle scoperte
Ma in corso ci sono le indagini su altri gioielli in oro recuperati nell’auto
Con la solita scusa del presunto coinvolgimento in una rapina in gioielleria, hanno allontanato il marito da casa e tenuto al telefono la moglie, per farsi consegnare l’oro che i coniugi avevano in casa. Erano le 12 circa di ieri 4 agosto quando i carabinieri della sezione operativa del nucleo operativo radiomobile della compagnia carabinieri di Lucca, avuta notizia della truffa, hanno avviato una specifica attività ricognitiva nelle arterie stradali che collegano la Garfagnana con la città di Lucca.
La vittima della truffa del finto carabiniere è stata una 84enne nel comune di Borgo a Mozzano. Al telefono, un finto maresciallo dell’Arma le aveva riferito che il documento d’identità del marito era stato trovato all’interno di una gioielleria dove qualche minuto prima era avvenuta una rapina. Pertanto, il coniuge si sarebbe dovuto immediatamente recare agli uffici anagrafici comunali per verificare la posizione del documento, e, nel contempo, la signora avrebbe ricevuto nell’abitazione la visita di un carabiniere in borghese al quale avrebbe dovuto consegnare tutti gli oggetti in oro nella disponibilità affinché potessero essere esaminati per escludere il coinvolgimento del coniuge nella rapina. Come sempre accade in questi reati, la vittima veniva tenuta costantemente al telefono per impedirle di poter eventualmente contattare le forze dell’ordine. Nei minuti successivi, quindi, mentre il marito lasciava l’abitazione per raggiungere il comune di Borgo a Mozzano, all’abitazione giungeva un giovane di circa trent’anni, in borghese, che ritirava tutti gli oggetti in oro, per un totale di 112 grammi, che la vittima aveva preparato come da disposizioni ricevute.
Tutte le componenti info investigative comprese nel dispositivo hanno quindi iniziato a operare in piena sincronia tanto che, alle 13,30 successive, l’equipaggio della Sezione Operativa del Nor di Lucca localizzava l’auto in via di Sant’Alessio, ferma al lato destro della carreggiata, qualche centinaio di metri prima dell’incrocio del ponte di Monte San Quirico, priva del conducente e con a bordo una donna seduta nel sedile anteriore lato passeggero e due bambini nei sedili posteriori. E’ iniziato allora un servizio di osservazione e qualche minuto dopo, da un’abitazione vicina, è uscito un giovane che dopo aver raggiunto l’auto vi saliva mettendosi al volante e partendo alla volta del centro cittadino. Intuito che il giovane, in concorso con la donna rimasta nell’auto, avesse appena commesso una seconda truffa con modalità analoghe a quella perpetrata qualche ora prima nel territorio della Garfagnana, i militari hanno iniziato un pedinamento che terminava poche centinaia di metri dopo, quando il mezzo veniva fatto fermare da una pattuglia del comando stazione carabinieri di Lucca, sinergicamente integrata nel dispositivo operante nel piano coordinato di controllo.
L’uomo e la donna, coniugi e genitori dei bambini a bordo della vettura, venivano sottoposti a perquisizione che consentiva di rinvenire tutti i gioielli provento della truffa commessa a Borgo a Mozzano, nonché quelli appena ricevuti nel corso della seconda truffa, perpetrata con la medesima modalità in danno di un’anziana residente in via di Sant’Alessio, per un ulteriore peso di 282 grammi.
Tutti gli oggetti di proprietà delle vittime sono stati restituiti ai legittimi proprietari mentre sono in corso specifici accertamenti su altri oggetti in oro per un peso di 70 grammi rinvenuti e posti sotto sequestro. Espletate le formalità di rito, i due venivano dichiarati in arresto per truffa aggravata continuata in concorso e ricettazione e sottoposti al regime degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida da parte dell’Autorità Giudiziari competente.


