Veterinaria
|A due passi dalla Garfagnana il primo caso di peste suina africana in un maiale
La conferma della positività al virus è arrivata ieri (26 giugno) su una carcassa di una animale morto a Comano. Via alla prevenzione
Massima allerta sul fronte sanitario zootecnico per l’improvvisa comparsa della Peste suina africana (Psa) in Toscana, che per la prima volta colpisce un animale domestico. La conferma ufficiale della positività al virus è arrivata ieri (26 giugno) dopo le analisi effettuate sulla carcassa di un maiale da parte del Cerep, il centro di referenza nazionale per le pesti suine.
Il focolaio è stato individuato in un allevamento commerciale situato nel territorio comunale di Comano, in provincia di Massa-Carrara: una localizzazione che fa scattare immediatamente il codice rosso anche nella vicina Lucchesia, dato che l’area del contagio si trova a due passi dai confini della Garfagnana, territorio caratterizzato da una forte presenza di boschi, cinghiali selvatici e piccoli allevamenti tradizionali.
L’allarme è scattato durante una visita sanitaria di routine condotta dai medici veterinari dell’Asl Toscana Nord Ovest all’interno dell’azienda agricola. Una volta sul posto, il personale ispettivo ha constatato il decesso di un capo, avvenuto soltanto poche ore prima. Intuendo il potenziale pericolo, i veterinari hanno eseguito immediatamente i prelievi ufficiali, inviando i campioni biologici ai laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana. Nel giro di poche ore il responso ha confermato i sospetti, facendo scattare in contemporanea le rigide procedure di emergenza previste dalle normative nazionali ed europee per blindare la zona ed evitare che il virus possa valicare i crinali montuosi ed estendersi agli allevamenti garfagnini.
Sempre nella giornata di ieri si è riunita d’urgenza l’unità di crisi centrale, convocata dal ministero della salute in stretto coordinamento con la struttura del commissario straordinario per la Psa, per definire le misure operative di contenimento e la successiva eradicazione del focolaio. Le autorità hanno già provveduto a perimetrare le zone di protezione e di sorveglianza attorno a Comano, disponendo il potenziamento dei controlli attivi e passivi sul territorio e bloccando i movimenti di capi sensibili. Una task force che vede la collaborazione tra la Regione Toscana, l’Asl, il Ministero e la struttura commissariale.
Istituzioni e sanitari tengono comunque a precisare, per evitare ingiustificati allarmismi tra la popolazione, che la Peste suina africana non è una zoonosi: il virus non si trasmette in alcun modo all’uomo, né tramite contatto diretto né attraverso il consumo di carne suina. La malattia colpisce esclusivamente i suidi, siano essi selvatici (cinghiali) o domestici. Non sussiste quindi alcun rischio per la salute dei cittadini, mentre la mobilitazione è totale per difendere il patrimonio zootecnico ed economico della Lunigiana e della Garfagnana.
L’evoluzione della situazione è seguita attivamente dal governatore della Toscana insieme agli assessorati regionali al diritto alla salute e all’agricoltura, in costante contatto con i vertici sanitari locali e nazionali.


