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Modifiche in materia di consenso nel disegno di legge sulla violenza di genere, le associazioni scendono in piazza

Manifestazione rumorosa in piazza Napoleone, ma anche a Viareggo e Ponte di Campia contro le modifiche proposte inSenato

Domani (15 febbraio), dalle 10,30 alle 12, piazza Napoleone sarà il punto di ritrovo per una mobilitazione contro il Ddl Bongiorno e le modifiche previste in materia di consenso. Un presidio aperto a tutte e tutti, nato dall’esigenza di informare, confrontarsi e far sentire con forza una voce collettiva su un tema che riguarda diritti, tutele e libertà fondamentali.

Hanno aderito Centro Antiviolenza Luna, Centro Antiviolenza Non ti Scordar di Te, La Citta delle Donne Odv, Cgil, Coordinamento Pari opportunità, Coordinamento Donne Spi Cgil, Centro Donna Lucca, Associazione Sinistra Con, Giovani Democratici Federazione Lucca, Pd Territoriale Lucca, Conferenza Donne Democratiche di Lucca, Pd Lucca, Pd Castelnuovo di Garfagnana, Europa Verde – Avs Lucca, Auser Lucca.

La mobilitazione sarà un momento simbolico e partecipato: l’invito è a portare con sé qualcosa di rumoroso – fischietti, tamburi, pentole, campanacci – per rendere la mobilitazione ancora più incisiva. “È il momento di farci sentire forte e chiaro”, affermano le organizzatrici e gli organizzatori.

La stessa mobilitazione si terrà a Viareggio davanti al Gran Caffè Margherita  dalle 11 alle 12,30 e davanti al Centro Antiviolenza Non Ti Scordar di Te in Ponte di Campia  dalle 10,30 alle 12 per protestare contro la proposta di modifica dell’articolo 609 bis del codice penale in materia di violenza sessuale.

Il Dl Bongiorno è un disegno di legge in discussione in Parlamento che riguarda la riforma della normativa italiana sulla violenza sessuale (articolo 609-bis del codice penale). Il provvedimento — presentato dalla senatrice Giulia Bongiorno — propone modifiche alla definizione giuridica del reato, con un forte focus su come debba essere valutata la partecipazione di una persona a un atto sessuale.

Originariamente la riforma era improntata sull’idea che senza il consenso libero e attualedi una persona qualsiasi rapporto sessuale si configura come violenza, come già prevede la legge internazionale e alcune interpretazioni giurisprudenziali. La proposta di riforma mira a rimuovere e sostituire il termine consenso con il concetto di volontà contraria/dissenso all’atto sessuale: la norma punisce chi compie atti sessuali contro la volontà dell’altra persona, valutando la situazione e il contesto in cui il fatto è avvenuto.