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Schiaffeggia un bambino nel video, adolescente minacciato di morte

Le immagini, riprese d’estate, diventano virali: scritte contro il “picchiatore” in Mediavalle e messaggi di odio ora popolano i social

È in mano al tribunale dei minorenni di Firenze il fascicolo, aperto a seguito dell’indagine dei carabinieri, a carico di un 16enne di Coreglia ripreso in video mentre prende a schiaffi, durante una passeggiata in collina, un bambino di 6 anni.

Le indagini si sono sviluppate a seguito della diffusione del video nelle chat dei ragazzi e a scuola in cui di vede l’aggressione, ingiustificata, ai danni del bambino.

Una situazione che oltre che scatenare un moto di indignazione ha portato i genitori del piccolo a presentarsi alla caserma di Coreglia per la denuncia del fatto, che ora seguirà i canali giudiziari.

Nel frattempo in paese sono comparse una serie di scritte sui muri e sulla strada contro il 16enne autore del gesto, con vere e proprie minacce di morte. Anche queste sono sotto la lente dell’Arma, che sta attenzionando la situazione. Sul fatto anche il sindaco di Coreglia, Marco Remaschi, che parla di ‘intollerabile atto di bullismo”.

C’è un video: un ragazzo ‘prende a manate’ un bambino a suon di bestemmie mentre un altro (probabilmente una ragazza) riprende tutto.

“Una punizione” studiata e meditata, pare vista così, consumata in un luogo appartato e pensata per arginare il bambino, che ha evidentemente piacere a stare con i più grandi, piacere non sempre ricambiato. La causa di tanta violenza sarebbe la vincita a un videogioco, una cosa banale e che non giustifica certamente la violenza perpetrata nei confronti del bambino, con un gesto sconsiderato.

Un gesto che, comunque, risale all’estate, nelle colline di Coreglia, che in queste ore sta facendo rabbrividire molti, ma che ha avuto ulteriori effetti nefasti: scritte contro il ‘picchiatore’ sui muri e sulle strade comunali sono apparse in differenti punti della Mediavalle e messaggi di odio popolano i social.

Minacce scritte

Il clamore della vicenda è recente: all’epoca dei fatti (i protagonisti del video sono in abiti evidentemente estivi) nessuno ne ha saputo niente, probabilmente neppure gli stessi genitori. Da qualche giorno però, il video è diventato virale, uscito da qualche telefono e scappato ad altre chat e diffuso. Arrivato anche alle forze dell’ordine che stanno prendendo informazioni sui protagonisti del video e sulle sue conseguenze. Ma al momento non c’è nessun atto ufficiale, se non una generica informativa dei carabinieri alla procura. 

Uno dei due protagonisti, quello ora preso di mira dalla rete, ha 16 anni. 

Situazioni che alzano il livello di attenzione sia per la violenza del gesto originario sia per la reazione d’odio che è emersa in questi giorni. Valutazioni che spettano a chi di dovere, ovviamente, e che non è possibile demandare all’esclusivo giudizio popolare. Una situazione che, a questo punto, deve essere affidata a professionisti, in tutti i campi che sarà necessario attivare, e non certo a tifoserie, anch’esse pericolose.