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Qualità della vita, la provincia di Lucca recupera 10 posizioni nella classifica del Sole 24 Ore

Bene i dati su ricchezza e tempo libero, posizioni basse per sicurezza, in particolare per incidenti (anche sul lavoro), scippi e rapine

Dieci posizioni guadagnate nella classifica della qualità della vita del Sole 24 Ore. La provincia di Lucca si colloca al 58esimo posto su 107 realtà in Italia.

La classifica è suddivisa, come di consueto in diverse sezioni.

Il dato su ricchezza e consumi coincide con quello finale: 58esimo posto e nessuna variazione rispetto all’anno scorso. La migliore voce (44esimo posto) è sulla retribuzione media annua dei lavoratori dipendenti. Sopra la media il dato relativo ai pensionati con reddito basso, il reddito medio pensione di vecchiaia e i pagamenti delle fatture alla scadenza. Sotto la mdia, invece, il trend del Pil pro capite, il numero di mensilità di stipendio necessarie per comprare casa (sono 83), e la disuguaglianza del reddito netto, che colloca la provincia al 79esimo posto.

53esimo posto con 43 posizioni guadagnate per affari e lavoro. Il dato migliore di questa sezione è la partecipazione alla formazione continua, che colloca la provincia al 17esimo posto. 30esimo posto per la quota di export sul Pil. bene il trend degli arrivi turistici (32esimo posto in italia) e il tasso di occupazione (39esimo posto). Positivi anche i dati sul numero di Cig autorizzate (45esimo posto) e per start up innovative (54esimo). il dato peggiore è il 101esimo posto per tassi di infortuni sul lavoro mortali e con inabilità permanente (101esimo posto). Sotto la media della sezione home e corporate banking per servizio alle mamiglie (61esimo), tasso di disoccupazione giovanile (57esimo), laureati e altri titoli terziari (67), cessazioni di attività (74), imprese in fallimento (69).

Dolenti note e 72esimo posto in Italia per giustizia e sicurezza. Il dato peggiore è per i sinistri stradali con il 100esimo posto su 107 in Italia. Oltre l’80esimo posto anche per furti in abitazione (82esimo), furti con strappo (82), repine sulla pubblica via (82), truffe e frodi informatiche (84). Dati non positivi per le capacità di riscossione dei comuni (75), danneggiamenti (76), indice di criminalità (78). La percezione di insicurezza pone la provincia al 53esimo posto in Italia, 66esimo per indice di rotazione delle cause. Dati più confortanti per la durata media dei procedimenti civili (22esimo posto), quota di cause pendenti ultratriennali (27), indice di litigiosità (51), mortalità stradale in ambito extraurbano (43) e soprattutto reatli legati agli stupefacenti dove Lucca è fra le migliori (12esimo posto).

Nella classifica demografia e società il posto è il 55esimo. I dati peggiori riguardano il quoziente di natalità (88esimo posto), l’indice di dipendenza degli anziani (81esimo), il numero di iscritti all’Aire 82). Dati medio bassi per mortalità per tumore (60esimo posto), qualità della vita delle donne (58), uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (69), immigrati regolari residenti (59), indice di solitudine (51), anni di studio (47). Va meglio per la classifica di persone con almeno il diploma (41esimo), medici di medicina generale (48esimo), speranza di vita alla nascita (44esimo posto). I dati migliori sono per emigrazione ospedaliera (26esimo posto) e mortalità evitabile (34esimo).

Va peggio, con l’81esimo posto, nel settore ambiente e servizi. I dati migliori sono quelli per la qualità della vita dei bambini con il 20esimo posto, per i Comuni con servizi per le famiglie interamente on line (21esimo), per la raccolta differenziata (24) e per il numero di sportelli bancari (31esimo posto). Dati medi per ecosistema urbano (43esimo), qualità delle amministrazioni locali (57esimo) e densità di impianti fotovoltaici (60). Male le altre, in particolare l’indice di rischio frana (104 su 107) e qualità della vita degli anziani (96). Male qualità della vita dei giovani (75), energia elettrica da fonti rinnovabili (80), l’indice di salubrità dell’aria (76), il rischio alluviona (86), il tasso di motorizzazione (73) e l’illuminazione pubblica sostenibile (71).

La migliore classifica (21esimo posto) è per cultura e tempo libero. In particolare la migliore posizione, il quarto posto, è per gli ingressi agli spettacoli, nono posto per la spesa dei comuni per la cultura. Bene l’11esimo posto per ristoranti, il 13esimo posto per il patrimonio museale e il 23esimo per indice di lettura, il 25esimo per organizzazioni no profit e indice di sportività (31esimo). A metà classifica la provincia di colloca per librerie (40esimo posto), aree protette (49esimo posto), aministratori comunali con meno di 40 anni (49esimo posto). Nella metà bassa della classifica l’offerta culturale (il numero di spettacoli ogni 1000 abitanti) al 69esimo posto, l’indice del clima (75), la copetura della rete fissa di accesso ultra veloce a internet (84), palestre, piscine, centri benessere e stabilimenti termali (57) e partecipazione elettorale (64).

A livello nazionale perde lo scettro Bergamo, che scivola al quinto posto. Sul podio Trento, Bolzano e Udine. In Toscana c’è la provincia di Pisa al primo posto (29esima con cinque posizioni guadagnate), davanti a Firenze, stabile al 36esimo posto, Prato (38esima perde dette posizioni), Arezzo (44esima), Livorno con il 49esimo posto e 13 posizioni in più. Lucca sorpassa Grosseto, 59esima con la perdita di tre posizioni. In coda in Toscana Massa Carrara (64esima in crescita di sei posti) e Pistoia, 66esima con meno cinque posizioni.

In coda si confera Reggio Calabria ultima, penultima è Siracusa che si scambia la posizione con Napoli, quartultima. Al terzultimo posto confermata Crotone