La sentenza
|Risarcito dopo 22 anni per l’incidente in auto quando era neonato: paga l’assicurazione
I danni non patrimoniali patiti erano ben superiori a quelli liquidati con la provvisionale: 78mila euro da rivalutare ai giorni nostri
Era solo un bimbo, nelle braccia della madre in auto quando nel 2003 rimase coinvolto, assieme a lei e al nonno, che conduceva la vettura, in un frontale sulla via Lodovica.
Uno schianto tremendo fra la Fiat Panda dove viaggiava la famiglia e una Golf dl quale il bambino ha subito importanti lesioni che si sono protratte nel tempo. E per cui, a 22 anni di distanza dal sinistro, è arrivato il risarcimento dei danni da parte del tribinale di Lucca con la sentenza firmata dalla dottoressa Maria Giulia D’Ettorre.
A chiamare in causa la compagnia di assicurazioni dell’epoca è stato proprio quel bambino, ora giovane ultraventenne, per vedersi riconoscere i danni non patrimoniali conseguenza dell’incidente.
La giudice ha ricostruito l’intera vicenda, ritenendo legittima la richiesta dell’attore che, secondo la legge, ha tutto il diritto di verdersi riconosciuto il risarcimento per i danni al trasportato, al di là della dinamica dell’incidente e delle eventuali responsabilità del sinistro sia dei conducenti delle vetture, sia della stessa madre che non lo avrebbe assicurato al seggiolino per bambini, già all’epoca obbligatorio.
L’assicurazione, a suo tempo, aveva pagato la somma di 12mila euro, di cui 2mila di compensi professionali, proposta accettata dai genitori dei minori previa autorizzazione del giudice tutelare. Ma il danno patito alla fine è risultato notevolmente superiore, soprattutto a carico del polo encefalico e del massiccio facciale.
Alla fine, ricorrendo anche alle perizie, la giudice ha riconosciuto quasi 78mila euro di danni, oltre alla rivalutazione con interessi, più 14mila euro di spese di lite e le spese di perizia sia d’ufficio sia di parte. Li dovrà pagare la società di assicurazioni con cui era stata stipulata l’assicurazione all’epoca.


