Ai domiciliari l’omicida di Maria Batista Ferreira, sdegno dal Centro antiviolenza ‘Non ti scordar di te’
L’associazione: “Ancora una volta chi compie la violenza viene giustificato e chi la subisce, se donna, dimenticata e colpevolizzata”
Ai domiciliari Vittorio Pescaglini, femminicida reo confesso della moglie Maria Batista Ferreira a Fornaci.
Una decisione che è arrivata nello stesso giorno in cui si ricordava il femminicidio di Vanessa Simonini, a 15 anni dal 7 dicembre 2009 e che ha sollevato l’indignazione della presidente e delle operatrici del Centro antiviolenza Non ti scordar di te.

“Perscaglini ritorna a casa propria – dicono – esce dal carcere un uomo che con un coltello deliberatamente toglie la vita alla propria moglie. Maria Batista Ferreira non potrà più tornare a casa sua perché quello stesso uomo glielo ha impedito per sempre. La premeditazione, che è considerata aggravante del reato di omicidio, non sarà più contemplata nel procedimento contro Pescaglini. La narrazione tossica di alcuni organi di informazione fa di Pescaglini un esasperato poveruomo indotto a delinquere e non un freddo assassino che volontariamente agisce su ciò che ritiene suo di diritto in quanto uomo. Ancora una volta chi compie la violenza viene giustificato e chi la subisce, se donna, dimenticata e colpevolizzata. Noi del Centro Antiviolenza Non Ti Scordar di teproviamo sdegno e indignazione di fronte all’ennesima ingiustizia e siamo determinate a sostenere con forza la voce di chi non può più parlare”.
Anche la commissione pari opportunità del comune di Barga “si unisce allo sconcerto e all’indignazione della comunità, dell’amministrazione e del Centro Antiviolenza locale ‘Non ti Scordar di Te’ per la notizia arrivata da qualche giorno dell’accoglimento della richiesta degli arresti domiciliari per l’assassino di Maria Batista Ferreira. A Vittorio Pescaglini, reo confesso, uscito di casa il 26 febbraio 2024 con un coltello con il preciso intento di uccidere la moglie, non è stata riconosciuta l’aggravante della premeditazione. Tornerà a casa sua in attesa del processo dopo nemmeno un anno dall’uccisione di Maria, che invece, a casa sua, grazie a lui, non potrà tornare mai più. L’ennesima ingiustizia che scuote la comunità, che svilisce il ricordo e il sacrificio delle vittime di femminicidio e che lancia un segnale per niente rassicurante alle vittime di violenza, poiché, citiamo le parole del Centro Antiviolenza Non ti Scordar di Te ‘ancora una volta chi compie la violenza viene giustificato e chi la subisce, se donna, dimenticata e colpevolizzata’”.


