Tagli alle cattedre e classi accorpate, genitori e insegnanti in rivolta. Il coordinamento: “Servono soluzioni”

Prima assemblea del nuovo organismo che raggruppa genitori, insegnanti e sindacati: "I problemi vanno risolti"

Tra tagli di docenti e accorpamenti di classi il nuovo anno scolastico in provincia di Lucca parte all’insegna dei malumori. Sono quelli di cui si fa portavoce il Coordinamento 6 luglio 22, che raggruppa rappresentanti dei genitori in vari consigli d’istituto, Rsu sindacati uniti, Unione degli studenti, docenti e Ata delle scuole.

Il nuovo organismo fissa proprio per martedì prossimo (13 settembre) alle 17,30 una assemblea per fare il punto sulla situazione.

“Alla riapertura dei cancelli scolastici – spiega il Coordinamento – ancora amarezze e delusioni, ma si riparte da qui. Siamo ormai arrivati ad inizio settembre e l’avvio dell’anno scolastico 2022-2023 è ormai alle porte: riprendendo i temi a noi cari siamo a constatare che l’estate purtroppo non ha portato consiglio e soluzioni. Nonostante l’attiva azione di tutti i soggetti che vivono la scuola in tutti i ruoli attivi (dirigenti scolastici, studenti, genitori, insegnanti, consigli di Istituto) abbiano manifestato pieno dissenso misto a delusione e sconcerto nei confronti della penuria di risorse investite e messe a disposizione per la scuola/il futuro delle nostre generazioni, leggiamo ancora emozioni di sdegno legate a scelte scellerate: ultime solo per data la comunicazione di smembramento di una classe alla scuola secondaria Buonarroti di Ponte a Moriano e l’accorpamento di due classi all’ISI di Barga con la costituzione di una classe quinta di 23 alunni con otto bambini certificati di cui quattro gravi”.

Sono tante le situazioni contro cui si scaglia il Coordinamento: “Le classi formate, salvo soluzioni interne con organico invariato, spesso non soddisfano comunque le richieste dei dirigenti scolastici legate ad analisi di fabbisogni e considerazioni basate sull’analisi  delle esigenze didattiche e relazionali degli studenti e sulla volontà di garantire una Buona Scuola – si legge nella nota -. Molte classi presso diversi istituti superano i limiti previsti dalle prescrizioni normative dettate dal decreto del presidente della Repubblica del 20 marzo 2009, ad esempio la scuola secondaria di primo grado Domenico Chelini d di Lucca e da cittadini ci chiediamo e richiediamo perché siamo chiamati al rispetto delle prescrizioni legali e la pubblica istruzione può derogare alle normative in vigore”.

“Alcune classi, nel corso di un ciclo di studi – proseguono dal Coordinamento -, vengono smembrate per assenza di fondi (scuola secondaria Buonarroti di Ponte a Moriano e Isi di Barga) mettendo a repentaglio la serenità e capacità relazionale oltre che l’efficacia dei piani didattici e degli obiettivi di garanzia di competenza per gli studenti”.

Secondo il coordinamento non sono in vista soluzioni: “Da confronto diretto e mediatico con l’Ust – affermano – abbiamo compreso che non solo non sono possibili ed all’ordine del giorno soluzioni alla situazione succitata, che troviamo inadeguata e discriminatoria, ma anche non condivisa le necessità di cambiare lo stato dell’arte e di sostenere i temi del coordinamento con le istituzioni preposte. Inutile dire che tale atteggiamento muove il nostro disappunto in considerazione, soprattutto, dell’evidenza delle problematiche e dell’ampia condivisione del rischio che la scuola perda completamente il suo ruolo sociale: creare competenze e coscienze. Non possiamo che condividere l’appello recente dei genitori della Scuola Buonarroti di Ponte a Moriano e di unirlo alle voci già manifestate della scuola Media Chelini, del Polo scientifico tecnico professionale Fermi-Giorgi e dell’Isi di Barga. Rivendichiamo il pensiero dell’inadeguatezza delle risorse assegnate per l’anno scolastico 2022-2023 e dei meccanismi di definizione delle risorse e continuiamo a chiedere alle forze politiche locali e all’Ust di farsi portavoce delle istanze riportate con la politica nazionale al fine di garantire che la scuola, ormai turbata da assenza di investimenti concreti, possa riguadagnare la sua giusta e rinnovata dignità”.

“La protesta – assicurano dal coordinamento – non vuole essere, però, solo distruttiva: siamo pronti insieme a ripartire con azioni concrete volte a approfondire, capire e muovere le sensibilità per cambiare la scuola e rivendicare i diritti delle nuove generazioni”.

Alla prima riunione del coordinamento si potrà partecipare attraverso questo link (clicca qui).

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