Ponte di San Donnino, sopralluogo dei tecnici per capire le cause del cedimento foto

Resterà chiusa probabilmente a lungo la variante alla regionale 445. Deviati i bus, Petrognano isolato dal trasporto pubblico. E si infiamma la polemica politica e dei commercianti

Ponte della variante di San Donnino, è il giorno dei controlli. Dopo il cedimento dell’intersezione del ponte all’altezza dello svincolo per il paese di ieri (28 giugno) si cercano di individuare le responsabilità.

Questa mattina è infatti partito il sopralluogo dei tecnici della Provincia, coordinati dall’ingegner Pierluigi Saletti, supportati dai collaboratori assistiti dalla ditta Gino Guidi di Castelnuovo Garfagnana. Al sopralluogo erano pesenti anche il sindaco di Piazza al Serchio Andrea Carrari, la sindaca di San Romano Raffaella Mariani per l’Unione dei Comuni della Garfagnana e l’assessore regionale Stefano Baccelli con tecnici della Regione.

Il probabile problema del ponte, questa la prima ricostruzione, sarebbe riconducibile alla rottura dei tiranti verticali, ma le cause ufficiali sono in fase di accertamento.

Tutto, comunque, fa pensare che la chiusura della variante, realizzata ed ultimata da Anas nel 2008, disposta ieri, durerà a lungo per garantire gli interventi di ripristino e la messa in sicurezza.

“La situazione è impressionante – commentano l’assessore regionale Stefano Baccelli e il consigliere provinciale Andrea Carrari –, poiché la struttura del ponte risulta apparentemente, a un esame a vista, indenne e solida”.

Al momento, l’ipotesi più concreta, infatti, è che abbiano ceduto alcuni tiranti di ancoraggio al ponte, ma le cause che hanno portato a questo evento sono ancora tutte da capire: “Pertanto – proseguono Baccelli e Carrari –, sarà necessario effettuare le opportune verifiche per capire cosa sia successo. Contemporaneamente, abbiamo già predisposto verifiche geologiche per valutare eventuali concause dovute a eventuali movimenti franosi”.

“È importante – sottolineano gli amministratori – essere partiti nell’immediato, in quanto questo ha permesso alla Provincia (ente gestore dell’infrastruttura) di avviare, in accordo con la Regione Toscana che ne è l’ente proprietario, la somma urgenza. Procederemo insieme e, una volta che ingegneri, strutturisti e geologi avranno individuato le cause e, soprattutto, le modalità di intervento, verrà redatto il progetto. In questo senso – concludono – la collaborazione è che il procedimento e il ruolo di stazione appaltante spetteranno all’amministrazione provinciale, che procederà in accordo con la Regione Toscana, la quale, da parte sua, stanzierà anche le risorse necessarie per realizzare i lavori di messa in sicurezza, poiché l’obiettivo dei due enti è quello di procedere nel tempo più breve possibile al ripristino del transito in piena sicurezza su questa importante infrastruttura”..

Prime conseguenze, per quanto successo, anche sul trasporto pubblico locale. A causa del cedimento del ponte e per i conseguenti e necessari lavori di ripristino e messa in sicurezza, le corse dei bus di Autolinee Toscane da Castelnuovo a Piazza al Serchio, che transitano da San Romano o da Camporgiano, in andata e ritorno vengono deviate non potendo più utilizzare la variante della strada regionale 445.  Queste deviazioni permarranno finché non saranno terminati i lavori al ponte di San Donnino e non sarà di nuovo possibile percorrere la variante.

Le modifiche ai percorsi, purtroppo, non consentono più di raggiungere il paese di Petrognano perché l’attuale conformazione della strada e la relativa segnaletica impediscono ai bus di effettuare la manovra necessaria. Autolinee Toscane effettuerà il collegamento con Petrognano appena la viabilità lo consentirà.

Esprimono forte preoccupazione anche gli operatori turistici e i commercianti dell’alta Garfagnana in seguito ai problemi riscontrati al ponte della variante di San Donnino. Il traffico è momentaneamente deviato sul tratto interno che passa nell’abitato della frazione di Piazza al Serchio come accadeva prima del 2009 anno in cui fu aperta la variante. Una variante che oltre a liberare dal traffico la piccola frazione, ha facilitato i collegamenti con l’alta Garfagnana. Sull’argomento sono intervenuti Tiziano Davini, albergatore del Passo del Carpinelli in rappresentanza di Confcommercio Lucca&Massa Carrara, e Lorenzo Satti, presidente del Consorzio Garfagnana Produce.

“La notizia ha destato subito preoccupazione in tanti nostri colleghi e associati – dichiarano – non ci voleva, poi a fine giugno, nel momento davvero peggiore per creare disagi alla circolazione. Vogliamo lanciare due messaggi. Il primo ai tanti turisti che amano le zone sopra Piazza al Serchio perché comunque il traffico sarà deviato su una strada utilizzata fino a pochi anni fa. Il secondo alle istituzioni perché è necessario il massimo impegno e la massima celerità per fare le verifiche del caso e valutare quale intervento mettere in atto per ridare sicurezza al tratto interessato da questi imprevisti avallamenti”.

C’è convinzione che la Provincia e anche gli altri enti, dalla Regione ai comuni della Garfagnana, si daranno subito da fare per sistemare in tempi brevi, ma si è anche consci delle difficoltà del momento come accade ad esempio per il ponte della Tambura a Vagli. “Ci auguriamo di non vivere una situazione simile dove ancora oggi tanti nostri associati sono in difficoltà – chiudono Davini e Satti – purtroppo gli attuali ritardi, dopo aver reperito le risorse, sono dovuti anche all’arrivo dei materiali per effettuare i lavori. Come Confcommercio e Consorzio monitoreremo la situazione auspicando che la situazione sia facilmente risolvibile”.

Intanto non si placa la polemica politica. “Quali le cause del cedimento strutturale al ponte di San Donnino?”, si chiedono il consigliere di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, il consigliere provinciale di Fdi Matteo Petrini, ed i circoli Fdi di Garfagnana e Mediavalle. “Un sostegno del ponte si sarebbe abbassato di 15-18 centimetri, si sarebbe staccato un tirante. Il dato di fatto è che un altro ponte è stato chiuso per motivi strutturali, dopo che solo una settimana fa è stato chiuso a scopo precauzionale il ponte delle Catene tra Fornoli e Chifenti. Per non parlare della lunghissima chiusura del ponte della Tambura bloccato per due anni in attesa di un intervento di messa in sicurezza. È chiaro che adesso c’è la necessità di valutare la stabilità dell’intera struttura, ma come e quando è stata effettuata la manutenzione della variante?  Serve poi chiarezza sui tempi di ripristino della struttura: si nomini subito un commissario, chiediamo a Provincia di Lucca e Regione di azzerare le pastoie burocratiche, il territorio chiede tempi brevi perché si tratta di un’infrastruttura molto importante. Il piccolo Borgo di San Donnino chiede di tornare alla normalità viaria quanto prima”.

“È chiaro che se una struttura, che non ha neppure 15 anni di vita – dicono Fantozzi, Petrini e i circoli – ha un cedimento simile significa che un errore c’è stato, perciò se ci sono responsabilità queste vanno subito accertate, chi doveva effettuare la manutenzione? Se qualcuno ha sbagliato deve risarcire la comunità ed il territorio. Chiediamo una programmazione puntuale degli interventi di manutenzione delle infrastrutture della Valle del Serchio, la politica delle toppe ha portato la vallata in una situazione di precaria viabilità. Meglio prevenire che curare”.

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