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Biblioteca di Borgo, Cgil: “Pronti a promuovere ricorso al giudice”

Il sindacato: "Chiederemo un ulteriore incontro alla committenza al fine di chiarire le reciproche posizioni"

Biblioteca di Borgo a Mozzano, non si ferma il botta e risposta tra la cooperativa Le Macchine Celibi e la Cgil.

Biblioteca di Borgo, la cooperativa: “Lavoratrici costrette a firmare? Tutto falso”

“Come Filcams Cgil ci sentiamo in dovere di replicare nuovamente a mezzo stampa, poiché pare l’unico modo di ‘confrontarsi’ con la cooperativa Le Macchine Celibi – esordisce il sindacato -. Precisiamo che ci limiteremo ad affrontare temi di nostra competenza e non i punti su cui la cooperativa si concentra per giustificare il proprio operato, di cui dovrebbe eventualmente discutere con la committente, se pensa di vantare crediti come deducibile nella dichiarazione in cui cita un ‘investimento delle proprie risorse perché fosse ristabilita la legalità della gara d’appalto e fosse quindi assicurato un servizio in linea con gli standard nazionali’. Su questo aspetto riteniamo che, poiché Le Macchine Celibi applica regolarmente il ccnl multiservizi siglato da Cgil- Cisl e Uil, anche l’offerta per aggiudicarsi la gara sia stata fatta su tali basi e che non ci sia nessun ‘investimento’ da fare. Inoltre ci pare opportuno sottolineare che certamente non siamo a noi a creare i bandi, né tanto meno, purtroppo, a scegliere la ditta affidataria nostra controparte!”.

“Nel merito invece – prosegue il sindacato – sottolineiamo che ai numerosi tentativi di mettersi in contatto con l’azienda sia per le vie brevi che tramite comunicazioni formali, allo scopo di concludere con accordo sindacale la vicenda legata alle condizioni di assunzione delle due lavoratrici aventi diritto, come previsto dalle normative vigenti in materia, in rari casi abbiamo ricevuto risposta e mai attraverso un vero confronto. Nell’unica circostanza in cui le parti hanno avuto modo di confrontarsi anche alla presenza della committenza, a fronte della disponibilità da parte del Comune ad incrementare l’offerta economica per consentire l’assunzione delle due lavoratrici alle condizioni corrette, riconoscendo loro l’anzianità di servizio maturata e tutte le ore disponibili nell’appalto, la proposta arrivata dalla cooperativa non corrisponde a quanto concordato in quella sede (mancato riconoscimento dell’ora aggiuntiva per una addetta con contratto a 8 ore settimanali e importo riconducibile all’anzianità di servizio decurtato!). Riguardo il superminimo offerto ‘come condizione di migliorativa’, le lavoratrici avevano maturato gli scatti di anzianità già nel 2020, e ne avevano diritto in virtù degli anni in cui avevano svolto le loro mansioni”.

“Le Macchine Celibi ha ‘offerto’ loro un importo irrisorio – attacca il sindacato -, pari a meno della metà di quanto percepivano e oltretutto a titolo di superminimo riassorbibile, che tende a diminuire per poi esaurirsi con gli aumenti futuri previsti dal contratto nazionale. Quanto poi all’accaparramento degli importi aggiuntivi stanziati dal Comune, sulla fondatezza dei quali a questo punto chiediamo all’amministrazione di esprimersi, non se ne vede traccia nel trattamento economico riconosciuto alle lavoratrici. Quando affermiamo che le lavoratrici hanno firmato ‘sotto ricatto’ si parla di diffamazione? Non è forse vero che evitando il confronto con l’organizzazione sindacale le Macchine Celibi il venerdì pomeriggio, ha inviato alle due lavoratrici una proposta ‘prendere o lasciare’ chiedendone l’accettazione entro il lunedì mattina successivo, pena la perdita del posto di lavoro? Sì lo è, tanto è vero che per evitare ulteriore perdita di reddito, abbiamo suggerito alle lavoratrici di firmare il contratto anche se a condizioni inferiori ma con riserva di rivalsa”.

“Un’ultima precisazione ci sembra necessaria: la Filcams Cgil di Lucca non ha alcun bisogno di ricercare protagonismo a mezzo stampa, preferiamo di gran lunga tutelare lavoratrici e lavoratori nell’ambito della contrattazione, cercando soluzioni condivise nel confronto con le controparti, quando si rendono disponibili a discutere e non a decidere unilateralmente. Quanto ai contratti ‘spuri’ cosiddetti ‘pirata’, da tempo la nostra organizzazione, in perfetta solitudine, ne ha denunciato la diffusione anche sul nostro territorio, promuovendo iniziative di denuncia agli enti preposti e manifestazioni di contrasto a scopo divulgativo del fenomeno. Non dobbiamo certo render conto alla cooperativa di Bologna sul nostro operato, ma visto che si trincera dietro l’applicazione del congruo contratto nazionale, nascondendo di fatto quello che in realtà è stato riservato come trattamento economico alle nostre assistite e che denuncia con veemenza e reiteranza, la nostra inefficacia nei confronti dell’impresa precedente, è giusto che chi legge sappia e si ribadisca, che anche in quella occasione avevamo denunciato l’accaduto e attraverso un successivo confronto avevamo portato l’impresa a riconoscere il trattamento economico maturato dalle lavoratrici, cosa che paradossalmente con chi si definisce paladino del rispetto delle regole non ci è riuscito fare e certo non per nostra volontà”.

Biblioteca di Borgo a Mozzano, Filcams Cgil: “L’azienda affidataria non rispetta le regole”

“Per concludere, chiederemo un ulteriore incontro alla committenza al fine di chiarire le reciproche posizioni, anche in previsione futura sulla creazione di un bando che tuteli il lavoro fin dalla sua costruzione, ma non rinunceremo a questo punto a promuovere ricorso al giudice per le differenze retributive e contributive maturate e maturande, mettendo a disposizione la professionalità dell’ufficio vertenze legali, in favore delle nostre assistite”.

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