Covid, nuove regole: niente quarantena per chi ha dose booster. Calmierati i prezzi delle mascherine Ffp2

Di nuovo capienza ridotta per stadi e palazzetti. Il super green pass servirà quasi ovunque ma (per adesso) non per lavorare

Contagi al galoppo, cambiano le regole. Le ha deciso il consiglio dei ministri in una seduta fiume. Ancora una volta non è passata la posizione del lockdown per i non vaccinati né dell’obbligo di super green pass per i lavoratori senza distinzione di funzioni.

Nuove norme anche per la quarantena che viene azzerata, se senza sintomi, per quelli vaccinati da meno di quattro mesi e per quelli con dose booster.

Il super green pass (quindi solo con vaccino e non con tampone) servirà quasi ovunque: treni, bus, metro e tutti gli altri mezzi di trasporto, alberghi, fiere, impianti sciistici e tanti altri luoghi di socialità e svago: piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all’aperto, centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all’aperto. Niente ristorante per chi non ha il vaccino: il super green pass servirà anche per i locali all’aperto. Prezzi calmierati, infine, per le mascherine Ffp2: ma occorre stipulare un’apposita convenzione con le farmacie.

Torna la capienza ridotta negli stadi (50 per cento) e nei palazzetti (35 per cento).

Ecco nel dettaglio le regole per le quarantene. Per chi ha terza dose o seconda dose entro i quattro mesi precedenti niente quarantena in caso di contatto con un positivo: vige una forma di autosorveglianza e l’esecuzione, al quinto giorno dal contatto con il caso positivo, di un tampone con esito negativo. Per chi ha eseguito l’ultima vaccinazione da più di quattro mesi – quindi con minore copertura dal contagio – l’autoisolamento scenderebbe da 7 a 5 giorni, con test negativo. Nessuna modifica per chi non è vaccinato: la quarantena resta a 10 giorni.

Slitta invece al prossimo consiglio dei ministri l‘ipotesi dell’estensione del super green pass a tutti i lavoratori, un provvedimento da sempre sostenuto dal ministro per la funzione pubblica Renato Brunetta, ora anche dal ministro del lavoro Andrea Orlando, dal ministro della famiglia, Elena Bonetti (in quota Iv) e dagli stessi governatori. A sollevare dubbi su questa misura, già in cabina di regia, sono stati Lega e Cinque Stelle.

 

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