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Coronavirus, torna l’obbligo di mascherine all’aperto: nei locali si entra solo con il super green pass

Approvato il decreto legge per le festività: ridotta dal 1 febbraio a 6 mesi la validità del certificato verde

Mentre crescono inesorabilmente i contagi da Covid, spinti anche alla diffusione della variante Omicron – oggi in Italia sono stati registrati 44.595 nuovi positivi, un record da inizio pandemia (a novembre dello scorso anno furono 40.902) il consiglio dei ministri, riunitosi questo pomeriggio (23 dicembre), dopo il summit della cabina di regia, ha varato le nuove regole per le festività.
Tra le norme l’obbligo di mascherine all’aperto, anche in zona bianca e obbligo delle Ffp2 nei locali al chiuso, negli stadi e palazzetti, nei cinema e teatri e mezzi di trasporto anche locali.
Quanto alle vaccinazioni il periodo minimo per la somministrazione della terza dose sarà ridotto da 5 a 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale primario.
 
La validità del Greenpass dal prossimo 1 febbraio si riduce da 9 a 6 mesi. Fino al 31 gennaio si prevede l’estensione dell’obbligo di green pass rafforzato alla ristorazione al chiuso anche al banco.
Inoltre sarà vietato il consumo di cibi e bevande, al chiuso, in cinema, teatri e per eventi sportivi. Mentre dal 30 dicembre l’accesso a musei e luoghi di cultura, piscine, palestre e sport di squadra, centri benessere e centri termali, centri culturali, sociali e ricreativi, sale gioco, sale bingo e casinò sarà consentito solo a chi ha il super green pass, dunque solo ai vaccinati e ai guariti.
 
 
Fino al 31 gennaio divieto di eventi e feste che implichino assembramenti all’aperto: le discoteche chiudono fino al 31 gennaio, poi entrare serviranno terza dose e un tampone. 
“La severità dei provvedimenti attesta la gravità della situazione. E noi non possiamo che prenderne atto. Resta il fatto che per alcune attività, come per esempio le discoteche e quanti organizzano eventi e feste all’interno dei propri locali (per accedere ai quali servirà la terza dose di vaccino o, in alternativa, il tampone negativo aggiuntivo alle due dosi), questo significa il tracollo totale. Ci sono investimenti e contratti difficilmente recuperabili, che si tradurranno in un bagno di sangue economico. Per questo, la prima richiesta che ci sentiamo di avanzare ora, senza entrare nel merito di valutazioni tecniche-scientifiche che non ci competono, è quella di prevedere immediate e adeguate misure economiche compensative che possano attenuare le disastrose ricadute di questa situazione sulle imprese”.

È questo il commento del presidente di Confcommercio Toscana Aldo Cursano alle nuove misure antiCovid.

“Gli imprenditori faranno con coscienza la loro parte, come stanno facendo ormai da quasi due anni, continuando ad adottare tutte le misure necessarie a rendere locali e negozi luoghi sicuri per la salute pubblica”, prosegue Cursano. “Abbiamo purtroppo capito che per uscire dall’incubo Covid il vaccino non basta, quindi chiediamo alla Regione Toscana di intensificare il suo impegno per potenziare il sistema del contact tracing e isolare subito i casi positivi, tenendo sotto controllo le future varianti. Non possiamo permetterci di bloccare un intero Paese come è già avvenuto in passato, abbiamo tutti gli strumenti per far convivere salute e lavoro. Utilizziamoli tutti”.

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