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Il super green pass mette in crisi le scuole: in ogni istituto della provincia una media tra i 5 e i 10 docenti non vaccinati

Un po' più bassi i numeri del personale Ata, concreto il rischio per alcune classi di tornare alla dad in caso di problemi nel reclutare i supplenti

Tra i 5 e i 10 docenti non vaccinati in ogni scuola lucchese. Numeri importanti, che necessitano di provvedimenti e decisioni a breve. Con l’approvazione da parte del Governo del decreto legge 172, da oggi (15 dicembre) è infatti scattato l’obbligo vaccinale per i docenti, gli operatori Ata e tutto il personale scolastico. E l’Ufficio scolastico provinciale attende una stima ufficiale per valutare la situazione. Lo spauracchio è la Dad anche se la dirigente dell’Ust Donatella Buonriposi assicura il massimo sforzo per evitarla dove possibile.

Nella pratica, da oggi per accedere agli istituti si deve dimostrare che si è effettuato il ciclo vaccinale primario e nel caso ce ne fosse bisogno, anche il richiamo della terza dose. Per chi non l’ha ancora effettuato, potrà farlo entro cinque giorni o comunque dimostrare di aver prenotato la vaccinazione nei successivi 20 giorni.

Tutto il settore scolastico in queste ore si sta interrogando sulla tenuta del sistema, perché il numero dei docenti che non vuole accedere alla vaccinazione potrebbe essere superiore alle previsioni e in questo caso ci sarebbe il rischio di non avere abbastanza personale per garantire le lezioni in presenza.

“Non ho ancora un conteggio preciso, ma tutti i presidi adesso ci stanno comunicando quante persone non sono in regola per poter stare a scuola – spiega la dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa Carrara, Donatella Buonriposi -. Sostanzialmente stanno emergendo parecchi docenti che prima utilizzavano solo i tamponi e che adesso con l’introduzione del green pass rafforzato non sono più in regola. Posso dire che mediamente ogni istituto ha tra i cinque e i dieci docenti non vaccinati e una parte più ridotta del personale Ata. I docenti stanno iniziando ad essere in numero notevole e tutto ciò comporta molti problemi di ordine burocratico per i nostri dirigenti scolastici e soprattutto per le sostituzioni, che non sono così immediate come si potrebbe pensare. Non sempre riusciamo a trovare i supplenti e poi voglio ricordare che anche loro devono possedere il green pass, quindi se si fa parte delle graduatorie è bene allertarsi e farsi trovare in regola. C’è un aumento dei docenti no vax, i presidi stanno combattendo con molte normative, che sono delle linee guida che non tengono ancora conto dei casi specifici. Chi non si è vaccinato, ma ha intenzione di mettersi in regola, deve prendere appuntamento e darne immediata comunicazione al dirigente scolastico”.

C’è un rischio concreto di tornare alla didattica a distanza per mancanza di docenti vaccinati?

“Già adesso ci sono molte classi costrette in dad a causa della quarantena, però è ancora una soluzione prematura. Non può certamente essere scartata: in caso di un professore che non si è vaccinato, gli alunni potrebbero seguire la lezione in aula mentre il docente si trova al di fuori dell’istituto. Per adesso è comunque presto per optare verso questa soluzione”.

I problemi però sembrano essere veramente dietro l’angolo sentendo i numeri degli operatori scolastici che hanno deciso di non vaccinarsi parzialmente elencati dalla dirigente scolastica Buonriposi: “Non sono affatto pochi – prosegue -: voglio fare alcuni esempi, sono dati comunque che ci stanno arrivando proprio adesso. All’Isi di Barga ci sono 7 docenti e un operatore Ata, all’Iis Chini-Michelangelo 4 Ata e 5 docenti, a Castiglione 6 docenti e 2 collaboratori scolastici, . Nella piana di Lucca, al polo Fermi sono 24 docenti di cui cinque hanno il certificato di esenzione e 10 sono Ata, al Carrara sono 13 non in regola 6 docenti e 7 Ata, al Pertini 10 docenti e un collaboratore, 3 di questi sono esentati e al Passaglia 17 docenti e 2 Ata”.

Anche gli operatori scolastici che sono stati esentati con il certificato medico devono comunque essere tutelati e non possono aver accesso alla didattica in presenza e verranno spostati ad altro incarico che preveda il distanziamento sociale.

(La foto è d’archivio)

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