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È invalido al 100 per cento ma fa un tirocinio: “L’Inps mi ha tagliato il contributo”

La denuncia di un 27enne di Borgo a Mozzano: "Una situazione assurda: lavoro 4 ore al giorno, per percepire 135 euro al mese in più. Meno del reddito di cittadinanza"

Potrebbe essere definita una storia di “non inclusione sociale” quella di Roberto Meconi, 27 anni, di Borgo a Mozzano, dopo aver iniziato un tirocinio in un’azienda del territorio.

Roberto è invalido al cento per cento a causa di una malattia degenerativa, nonostante tutto però, la malattia non gli ha impedito di portare avanti il suo percorso di studi. Nel 2013 consegue il diploma in ragioneria e nel 2018 ottiene una laurea triennale in economia aziendale. Roberto ha una pensione di invalidità al cento per cento e tramite questa, percepisce ogni mese 651,51 euro: una cifra frutto di un incremento ricevuto a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale del 2020 che ha stabilito che l’assegno di 287,09 euro che il giovane percepiva in precedenza non fosse sufficiente a soddisfare le minime esigenze vitali. Ma poi, è arrivata la “sorpresa” dall’Inps.

“Da alcuni mesi sono entrato all’interno del progetto messo a disposizione dalla Regione Toscana Garanzia giovani‘ che permette l’accesso al lavoro ai giovani disoccupati – spiega Roberto Meconi – Grazie anche all’interessamento del Centro per l’impiego, sono riuscito ad essere inserito in un tirocinio nella cooperativa sociale Donne e lavoro, che ho iniziato lo scorso aprile. Per il tirocinio, percepisco uno stipendio mensile di 500 euro”.

Lo stipendio, sommato alla pensione di invalidità del cento per cento, permette a Roberto di raggiungere una cifra che gli assicura una buona indipendenza economica. A novembre però, giunge a Roberto una comunicazione dall’Inps che è stata per lui un po’ come una doccia fredda, anche se risponde in pieno alle disposizioni previste dalla legge.

“A metà novembre ricevo un comunicato dall’Inps in cui mi viene spiegato che il diritto all’incremento della pensione di invalidità, pari a 364,42 euro, decade in presenza di un reddito personale di 8469,64 euro annuo, comprensivo dell’importo annuale della pensione – prosegue Roberto – Nel mio caso, visto che percepisco uno stipendio di 500 euro mensili, mi viene comunicato che il mio assegno di invalidità si sarebbe ridotto a 287,09 euro”.

Una situazione molto strana secondo Roberto, visto che se al reddito di 8469,64 euro si deve aggiungere anche l’importo annuale derivante dall’assegno di invalidità, che già da solo, arriva alla cifra limite e di conseguenza non permette a nessuna persona che lo percepisce, di poter avere un altro tipo di reddito.

“Mi sembra una cosa assurda – conclude Roberto -, alla fine, io lavoro 4 ore al giorno, per percepire 135 euro al mese in più, rispetto ad essere disoccupato, una cifra più bassa del reddito di cittadinanza. Capisco che se si ha un reddito medio alto, sia giusto togliere la pensione, ma qua basta percepire pochi euro in più, per passare la soglia limite. Bisogna che le istituzioni si muovano e facciano qualcosa per risolvere un problema che riguarda sicuramente molte altre persone oltre a me. Si tratta proprio del sistema che è sbagliato, manca completamente tutto ciò che riguarda l’inclusione sociale”.

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