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Ipotesi di truffa aggravata a Inps e Inail, la Cassazione riattiva l’assegno all’ex sindaco di Vagli Mario Puglia

Per gli ermellini la pensione per invalidità civile va versata in attesa della sentenza della causa davanti al tribunale di Lucca

Mario Puglia, indagato anche per truffa aggravata all’Inps e all’Inail, e da marzo scorso sotto processo per questi capi d’accusa, aveva impugnato al tribunale di Lucca la sospensione della rendita mensile dell’Inail per invalidità civile ma il giudice aveva interrotto momentaneamente il giudizio sulla base della considerazione che la decisione della causa, in particolare con riferimento alla domanda riconvenzionale, dipendeva dall’accertamento dei fatti per i quali pende giudizio penale e che la relativa sentenza sarebbe stata opponibile da entrambe le parti del presente giudizio, in quanto presenti nel processo penale.

La suprema corte di Cassazione, invece, nei giorni scorsi ha pubblicato le motivazioni della sentenza nella quale hanno accolto il ricorso di Mario Puglia “disponendo la prosecuzione del giudizio dinanzi al tribunale di Lucca, dinanzi al quale le parti dovranno riassumere la causa nel termine di legge, che provvederà anche sulle spese del regolamento”. Il giudizio civile avente ad oggetto la richiesta di rettifica per errore a seguito di dolo o colpa grave non è, infatti, normativamente collegato all’accertamento, in sede penale, del reato di truffa contestato all’assicurato e, nella specie, rimesso all’emananda sentenza penale.

Prosegue la sentenza: “L’autonomia dei due giudizi è resa evidente dalla diversa latitudine degli accertamenti richiesti: nel giudizio civile, è sufficiente ad integrare il presupposto costitutivo del diritto alla rettifica, l’accertamento di una condotta (anche solo) gravemente colposa; ai fini dell’accertamento del reato di truffa, si impone, invece, la verifica dell’elemento soggettivo del dolo. Le prestazioni a qualunque titolo erogate dall’istituto assicuratore possono essere rettificate dallo stesso istituto in caso di errore di qualsiasi natura commesso in sede di attribuzione, erogazione o riliquidazione delle prestazioni. Salvo i casi di dolo o colpa grave dell’interessato accertati giudizialmente, l’istituto assicuratore può esercitare la facoltà di rettifica entro dieci anni dalla data di comunicazione dell’originario provvedimento errato”.

In pratica se Puglia verrà condannato per truffa solo allora l’Inail potrà procedere alla sospensione dell’indennizzo mensile in suo favore ma non può farlo prima.

Il processo penale prosegue in aula invece per le ipotesi di truffa davanti al giudice monocratico Pezzuti e al pm Mariotti.

Quello civile dovrà proseguire ma con le indicazioni della Cassazione che impongono di fatto all’Inail di proseguire a versare l’indennizzo mensile a Mario Puglia fino a quando non si capirà se c’è stata truffa o meno. Il resto si vedrà.

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