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Parte il progetto ‘Proximity Care’: 5 milioni per migliorare i servizi sanitari in Valle foto

Firmata la convenzione tra Fondazione Crl e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Si chiama Proximity Care il nuovo progetto che la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha fortemente voluto per favorire il miglioramento dei servizi sanitari, sociali e socio-sanitari per le cosiddette ‘aree interne’ della provincia e sul quale ha deciso di stanziare ben 5 milioni di euro tra 2022 e 2026.

La giornata di oggi (10 novembre), ha tutte le carte in regola per passare alla storia come primo atto di un percorso di fondamentale importanza: nella Sala Suffredini della Rocca Ariostesca a Castelnuovo di Garfagnana si è svolto il primo incontro tra tutti sindaci delle aree interessate dal progetto (Valle del Serchio, Garfagnana e Versilia ‘montana’) per un confronto sulle numerose problematiche che affliggono territori in difficoltà sul piano dell’assistenza sanitaria, della connettività e, più in generale, sull’erogazione di servizi basilari di vario genere.

Un incontro che ha visto anche la firma di una convenzione che la Fondazione Crl, nella persona del presidente Marcello Bertocchini, ha stipulato con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, rappresentata dalla rettrice Sabina Nuti. Accordo con cui la Scuola Superiore Sant’Anna si impegna a dar vita ad un modello di sviluppo in grado di migliorare la qualità dei servizi sanitari, sociali e socio-sanitari delle aree interne.

La pandemia ha infatti evidenziato l’importanza della sanità locale, della prossimità territoriale di determinati servizi e il tanto citato Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) ha indicato esplicitamente la necessità di “una nuova strategia sanitaria, sostenuta dalla definizione di un adeguato assetto istituzionale e organizzativo” in cui il sistema sanitario si presenti quale elemento di una rete più ampia ed inclusiva di welfare di comunità.

“Quella di una sanità territoriale diffusa e interrelata – ha commentato il presidente Bertocchini – rappresenta la grande sfida del futuro più prossimo. Non si tratta di costruire nuovi ospedali né di mettere in discussione il ruolo dei presidi esistenti, bensì di individuare le strategie più efficaci per facilitare le connessioni tra chi eroga servizi e chi ne ha immediata necessità”.

“Si tratta del progetto strategico più significativo – ha proseguito Bertocchini – che gli organi della Fondazione hanno condiviso per il prossimo quinquennio. Un percorso importante nato proprio per rispondere ad esigenze emerse in maniera decisa e unanime durante gli incontri di ‘ascolto’ del territorio che rappresentano il punto di partenza per definire le priorità d’intervento”.

La Scuola Superiore Sant’Anna partirà dunque da una prima fase di studio in cui saranno verificati con cura le tipologie e l’efficienza dei servizi e le potenzialità di miglioramento sul piano della connettività e dell’aggiornamento tecnologico.

Dopo sei mesi partirà dunque il progetto vero e proprio che sarà comunque sottoposto a verifiche semestrali in cui si valuteranno i progressi, la fattibilità e la reale efficacia del percorso intrapreso.

Per completare il quadro è previsto a breve anche un incontro con le realtà del terzo settore. È chiaro, infatti, l’obiettivo di creare una rete in grado di coinvolgere tutti gli attori del territorio per migliorare le condizioni di vita di aree ormai cadute nel circolo vizioso dello spopolamento per carenza di servizi. Un obiettivo ambizioso ma sicuramente raggiungibile. Una sfida quasi ‘obbligata’ che la Fondazione ha raccolto immediatamente.

“Si tratta di una grande sfida per la Scuola Superiore Sant’Anna – ha sottolineato la rettrice Sabina Nuti – che mette in campo quasi tutti i suoi Istituti, impegnati in diversi ambiti disciplinari, per sperimentare in questa area interna, in collaborazione con la Ausl Toscana Nord Ovest e con la Regione Toscana, percorsi innovativi per migliorare la qualità di vita dei cittadini”.

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