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Assalto alla Cgil nazionale, presidio di solidarietà davanti alla sede di viale Luporini foto

In tanti si sono radunati per dire no alla violenza squadrista che si è scatenata nella capitale

In piazza per dire no all’assalto squadrista dei partecipanti alle manifestazioni no green pass a Roma. Che sono arrivati ad occupare la sede nazionale della Cgil, emulando un po’ lo spirito di Capitol Hill a Washington, ma soprattutto ricordando episodi che l’Italia avrebbe voluto dimenticare della sua storia del Novecento.

La risposta è stata una chiamata alla reazione immediata, con un presidio in contemporanea alle 10 di questa mattina (10 ottobre) davanti alle camere del lavoro di tutti i capoluoghi di provincia.

Così è stato anche a Lucca, nella sede di viale Luporini, dove si sono radunati in tanti per manifestare e portare solidarietà al sindacato.

Per il sindacato è intervenuto Rossano Rossi, Segretario Generale della Cgil della provincia di Lucca, condannando con forza l’accaduto e invitando alla partecipazione alla manifestazione antifascista unitaria di Cgil, Cisl e Uil organizzata per sabato 16. 

“L’esigenza di fare questo presidio nasce dall’assoluta gravità dei fatti di Roma, perché l’assalto alle camere del lavoro e alle sedi dei sindacati è esattamente quello che succedeva cento anni fa con gli atti di squadrismo fascista.   Non si può neanche dire che sia stata cavalcata una manifestazione organizzata in buona fede: chi stava lì era come minimo connivente o consenziente a quanto stava accadendo, perché nove qualunquisti e un fascista fanno dieci fascisti. E spiace vedere queste manifestazioni basate anche sull’ignoranza. Noi, come Cgil, restiamo dell’opinione che la migliore soluzione sarebbe l’obbligo vaccinale, perché se oggi si è fermata quella moria di persone che ha portato ad oltre 100mila morti nel nostro paese, lo dobbiamo anche a quanti hanno avuto la responsabilità di vaccinarsi. Ci sarebbero ben altre cose per cui protestare nelle piazze, come ad esempio per i diritti dei lavoratori, per il tasso di disoccupazione e per gli stipendi e le pensioni che restano ancora oggi troppo bassi. E invece vediamo questi figuri urlare “libertà” portando assieme il tricolore e le maglie nere, mentre la Costituzione prevederebbe lo scioglimento di qualsiasi associazione fascista e neofascista, che invece sono ancora oggi tollerate. Se questo accade è perché c’è troppa indifferenza, e il problema viene ampiamente sottovalutato. Ma badate bene che anche un secolo fa si iniziò così. E in tal senso sono inammissibili certe dichiarazioni penose, volte a giustificare quanto accaduto, da parte di persone sia di sinistra che di destra. In queste situazioni non ci sono “se” o “ma”: o si sta da una parte o si sta dall’altra, e noi stiamo da parte dei democratici e degli antifascisti”.

“Questo è solo un nuovo modo di riproporsi del fascismo, portato avanti sempre dai soliti, che si muovono nello stesso modo, che fanno leva sugli stessi fattori e che, purtroppo, trovano sempre troppo consenso.  C’è anche da dire che l’azione violenta di ieri non è stata gestita nel migliore dei modi. Io ero al G8 a Genova, e se avessimo provato a fare qualcosa del genere ci avrebbero preso subito a manganellate, come mai questa Roma volta loro non sono stati fermati? Non si possono non vedere o minimizzare le stesse cose, perché altrimenti si crea il substrato favorevole a farle riaccadere.  Per questi motivi è già stata organizzata per sabato 16 ottobre una manifestazione antifascista unitaria di Cgil, Cisl e Uil. E la città si dovrà riempire di più persone di quelle che ieri hanno fatto queste cose inaccettabili.”

“Quando ieri sera ho visto le immagini di Roma – ha commentato il governatore Eugenio Giani – mi sono reso conto della gravità di quanto accaduto. Si è trattato di un vero e proprio attacco squadrista che ci riporta indietro esattamente di cento anni, quando episodi come questo portarono in breve tempo alla Marcia su Roma e all’avvento del fascismo. Si tratta di un metodo politico che non può avere cittadinanza in una democrazia ed è bene che le istituzioni tutte, e i cittadini stessi, si attivino al più presto per fermarlo definitivamente”.

“Oggi – ha proseguito – siamo tutti vicini alla Cgil per l’offesa senza precedenti che l’ha colpita. Porto ai suoi tanti iscritti e iscritte la mia solidarietà personale, della giunta e di tutto il popolo toscano. Verso Forza Nuova, verso tutti i movimenti politici che praticano il fascismo, dobbiamo essere duri e far rispettare la Costituzione che ne prevede lo scioglimento. Oggi la Cgil è stata colpita per ciò che rappresenta, come un simbolo, e noi siamo in piazza per presidiare la democrazia che con tanta fatica è stata conquistata proprio debellando il fascismo”.

Il presidente si è poi concentrato sulla validità della campagna vaccinale che proprio in queste ore vede protagoniste le Asl toscane con l’avvio della somministrazione della terza dose. “Se paragoniamo le curve dei contagi attuali con quelle dello stesso periodo dello scorso anno ci accogiamo di quanto sia importante vaccinarsi sia per la salute delle persone che per la ripresa dell’economia e per riappropriarsi degli spazi pubblici. Per questo motivo, con molta sincerità, dico che la Regione Toscana non condivide le posizioni di alcuni governatori che chiedono una proroga nell’applicazione del green pass e l’allungamento della validità dei tamponi fino a 72 ore, perché così si scoraggiano le persone a vaccinarsi e si rallenta una ripartenza sicura del paese. Questo è il momento della fermezza sul green pass non è questo il momento di chiedere al governo una diluizione dei tempi, questo è il momento della responsabilità perché ciascuno di noi ha un dovere verso la comunità: più ci si vaccina e più si risponde a questo dovere verso il prossimo”.

Al presidio c’era l’assessore Francesco Raspini: “Le immagini di quella manifestazione ci raccontano un qualcosa di inaccettabile. Un conto è il dissenso, e il diritto di manifestarlo, un conto la violenza, soprattutto quando è organizzata e diretta in modo non casuale contro i luoghi della democrazia, come Palazzo Chigi o la sede della Cgil, la casa delle lavoratrici e dei lavoratori. Spero che le autorità procedano con rigore e sarebbe anche l’ora che certe organizzazioni politiche che si richiamo al fascismo venissero sciolte”.

“La nostra Federazione – è il commento del Pci Lucca Versilia – nell’unirsi allo sdegno per quanto accaduto, desidera ribadire il proprio impegno accanto ai lavoratori e alle lavoratrici nelle lotte per un lavoro “sicuro”, in difesa dei valori della democrazia e contro ogni forma di fascismo”.

“L’assalto alla Cgil non è una normale contestazione, è un atto di deliberato squadrismo – lo dicono Giulio Strambi, segretario della federazione di Lucca del Prc e Paolo Bertolozzi, segretario di circolo – A guidarlo sono i neofascisti che assurgono a paladini della Libertà e della Giustizia quando è notorio che essi siano il principale alleato di padroni ed industriali. Conferma questa loro posizione l’assenza di contestazioni verso Confindustria, vera responsabile delle vessazioni sui lavoratori in nome del profitto. L’invasione della sede del sindacato di Giuseppe Di Vittorio da parte di fascisti è inaccettabile. Sono questi i motivi che ci hanno spinti stamattina a partecipare al presidio davanti alla Camera del Lavoro di Lucca. La federazione di Lucca di Rifondazione Comunista esprime la propria solidarietà a tutta la Confederazione Generale Italiana del Lavoro“.

 

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