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Bandito armato di pistola spara un colpo per farsi consegnare l’incasso: terrore al Caffè Flamingo di Gallicano. Rintracciato dai carabinieri foto

Rapinatore solitario fugge con mille euro, subito individuato. Il titolare: "Siamo senza parole, nel bar c'erano mia sorella e 4 dipendenti"

Ha sparato a terra un colpo con una pistola scacciacani caricata a salve, minacciando la sorella del titolare e tre dipendenti che stavano per chiudere il locale, per farsi consegnare l’incasso. Un bandito solitario, travisato da mascherina e cappuccio tirato sulla fronte, ha terrorizzato il personale al lavoro ieri sera (7 ottobre) al Caffè Flamingo, di via Rena a Gallicano. Un’attività molto nota e frequentata, soprattutto dopo un completo restyling la scorsa estate, ma che attorno alla mezzanotte di ieri era praticamente vuota. Erano rimaste all’interno soltanto 4 donne. E’ stato a quel punto, mentre si stavano per chiudere le porte che il rapinatore è entrato in azione. I carabinieri del radiomobile di Castelnuovo e quelli della stazione di Borgo a Mozzano, insieme ai militari del nucleo operativo e all’arma di Gallicano, hanno rintracciato e identificato il presunto rapinatore, a poche ore dalla rapina choc.

“E’ stato terribile per mia sorella e le altre dipendenti che erano al lavoro – commenta il titolare, Nicola Martinelli, che questa mattina ha aperto regolarmente il locale -: me ne ero andato da appena 5 minuti, quando nel locale è entrato quell’uomo. Sulle prime mia sorella non ha capito cosa stava accadendo, ma è durato poco”. Il rapinatore ha estratto una pistola e ha sparato un colpo a terra per intimorire il personale: “Come potevamo sapere se era una pistola vera o giocattolo?”, hanno raccontato le bariste presenti. “Datemi i soldi”, ha detto il bandito travisato e a quel punto la sorella del titolare non se l’è fatto ripetere due volte.

Ha aperto la cassa, sotto la minaccia dell’uomo, e ha consegnato il denaro, circa mille euro. “A quel punto mi hanno telefonato e abbiamo dato subito l’allarme ai carabinieri che sono arrivati in pochissimi minuti”, racconta ancora il titolare. In tutta la Valle del Serchio sono scattati controlli e posti di blocco, mentre nel locale i militari hanno avviato tutti gli accertamenti del caso, per dare un volto e un nome al rapinatore armato di pistola. Sotto choc la sorella del titolare e le cameriere presenti.

Soltanto in seguito, e chiaramente non nell’immediatezza, si è capito che l’arma era una scacciacani caricata a salve. Nel locale non era rimasto infatti alcun segno, né tantomeno è stato trovato il proiettile. “Sul momento non sono riuscite a capirlo – racconta ancora il titolare riferendosi alla sorella e alle dipendenti presenti al momento della rapina -, e per timore che la situazione potesse degenerare oltre, hanno consegnato i soldi a quell’uomo che poi si è allontanato, non abbiamo capito se a piedi o con qualche altro mezzo”.

In mattinata il gestore, dopo aver ricevuto tantissime telefonate e messaggi di solidarietà, ha fatto un post su Facebook: “Dopo il fatto bruttissimo che è accaduto stanotte vogliamo tranquillizzare la nostra clientela, fortunatamente stiamo bene e il bar è regolarmente aperto”.

I carabinieri hanno iniziato subito le ricerche del rapinatore, passando al setaccio anche le telecamere di videosorveglianza, per cercare di dare un nome e un volto al malvivente, e infine catturarlo. Gli investigatori avrebbero già individuato un sospettato, che in mattinata è stato condotto in caserma. I militari che hanno eseguito un accurato sopralluogo nel locale preso di mira hanno subito imboccato la pista giusta per le indagini che hanno portato a dare un nome e un volto al presunto rapinatore. L’informativa è stata inviata alla procura in mattinata e nei confronti del sospettato è scattato l’arresto.

 

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