Quantcast

Orrido di Botri, ancora incerta la data di riapertura. Il gestore: “A lavoro per renderlo fruibile, ma priorità alla salvaguardia dell’habitat”

Il reparto carabinieri biodiversità di Lucca: "Assicuriamo di fare tutto il possibile in ottemperanza ai disposti normativi di Natura 2000 per la conservazione della biodiversità a favore di tutta la collettività"

Orrido di Botri ancora chiuso al pubblico a luglio. Dopo le polemiche e la presa di posizione del sindaco Paolo Michelini, interviene il reparto carabinieri biodiversità di Lucca, gestore della riserva, a firma del comandante Cecilia Tucci.

Orrido di Botri ancora chiuso, il gestore: “A causa delle nevicate dello scorso inverno il percorso non è in sicurezza”

Orrido di Botri, è scontro. Il Comune: “Danno di immagine per il turismo, serve una riapertura celere”

“La Riserva – chiarisce il Reparto Carabinieri Biodiversit di Lucca – nasce nel 1971 con Dm dell’allora ministero dell’agricoltura e delle foreste perché era già stata censita la sua ‘suggestiva bellezza con presenza di rara flora rupestre, ricco di interessanti aspetti botanici, geologici e faunistici’. Negli anni questi aspetti vegetazionali sono stati riconosciuti a più livelli di studio ed è quindi stato rafforzato il sistema legislativo di conservazione del sito. Per la particolare valenza naturalistica l’Orrido di Botri è stato riconosciuto dall’Unione Europea quale sito di importanza comunitaria (Sic) per la regione biogeografica mediterranea. Il sito rappresenta un fondamentale contenitore di biodiversità. Attualmente la zona è sottoposta alla conservazione ai sensi della direttiva uccelli (1979) che protegge tutte le specie di uccelli selvatici, sia attivamente (ad esempio attraverso la creazione di zone di protezione speciale) sia ‘passivamente’, mediante una serie di divieti: cattura, uccisione, distruzione di nidi, detenzione di uova e di esemplari vivi o morti, disturbo ingiustificato o eccessivo. Vigente anche la direttiva 92/43 Cee, detta Habitat, adottata nel 1992 con lo scopo di ‘contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali e seminaturali nonché della flora e della fauna selvatiche’. Le due direttive fanno parte della Rete Natura 2000, principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità, norma direttamente applicabile nella legislazione italiana. Facilmente scaricabile sul sito della Regione Toscana è la scheda codice Natura 2000 IT5120020 ove sono presenti tutte le specie della flora e della fauna rinvenibili nell’area protetta, oggi zona speciale di conservazione (Zcs). Scorrendo detta scheda è possibile conoscere i principali obiettivi di conservazione e le indicazioni sulle misure da adottare per la conservazione”.

Non sempre facile risulta – dice il reparto – il bilanciamento tra promozione turistica e conservazione delle peculiarità ambientali suscettibili di alterazione. La gestione del sito di basa, in primis, su un’attenta valutazione e conoscenza delle risorse presenti, particolarmente difficile considerando l’ambiente ostile per le difficoltà oggettive di percorrenza. Ricordiamo, a tal proposito, che il percorso escursionistico all’interno all’Orrido è ad elevato rischio derivante da pericolo diffuso di scivolamento sulle pietre, caduta sassi dall’alto e ipotermia. Pericoli ai quali si aggiunge l’incognita del meteo. Va considerata, infatti, la portata di tipo torrentizio del rio Pelago che ne rende imprudente la visita nelle giornate con rischio temporali”.

L’ente gestore è a lavoro per mettere in sicurezza l’Orrido di Botri: “Le forti piogge del mese di maggio a carattere temporalesco, nonché le notevoli raffiche di vento succedutesi non hanno permesso l’ingresso in sicurezza del personale per la verifica del percorso, operazione fondamentale prima della riapertura al pubblico, e le valutazioni di conservazione. Come ci aspettavamo la situazione all’interno si è presentata stravolta: piante schiantate sul sentiero, molti rami pendenti pericolosi sulle pareti dell’alveo, anch’esso rimodellato dalla forza delle acque; prima dell’eventuale riapertura agli escursionisti bisogna pertanto valutare il periodo di resilienza della microfauna alle modificazioni. Da mesi il Reparto di Lucca sta lavorando per mettere in sicurezza, ripulire e sistemare i sentieri che gestisce nelle 8 riserve naturali ubicate tra le province di Lucca, Pisa, Parma e Genova. Con proprie maestranze civili, si sta adoperando per rendere fruibile, nel rispetto dei siti protetti, l’ingresso delle riserve a tutti coloro che conoscono il valore naturalistico della biodiversità e l’importanza della sua conservazione che, come prime ribadire, è il primo interesse dei Carabinieri forestali del reparto biodiversità”.

“Un’escursione naturalistica all’interno di un sito Natura 2000 è una possibilità di approfondire la conoscenza delle risorse ambientali che ci circondano, non una semplice gita turistica o di divertimento che può essere fatta in luoghi più correttamente deputati all’occasione – conclude il reparto -. Occorre un’attenta pianificazione e un puntuale monitoraggio di tutte le variabili ecosistemiche per avere un equilibrato utilizzo delle risorse che garantisca le attività promozionali senza distruggere proprio quello su cui si fondano. Ad oggi ci scusiamo di non poter dare una data precisa di apertura della Riserva naturale statale, ma assicuriamo di fare tutto il possibile in ottemperanza ai disposti normativi di Natura 2000 per la conservazione della biodiversità a favore di tutta la collettività”.

Foto di David Bonaventuri

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Serchio in diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.