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Chiude con pali, catene e lucchetti la via d’accesso alla casa del vicino: condannato a risarcirlo con 10mila euro

La lite finisce in tribunale. La Corte d'Appello conferma la sentenza di primo grado

Chiude l’unica via d’accesso all’abitazione del vicino con pali, catene e lucchetti: la corte d’Appello giorni fa ha confermato la precedente condanna del tribunale di Lucca alla rimozione di qualunque ostacolo e lo ha condannato anche a 10mila euro di spese legali e risarcimento.

La rocambolesca vicenda riguarda due vicini di casa in un Comune della Garfagnana che sono finiti in Tribunale per l’uso della strada d’accesso alle rispettive abitazioni. Quattro anni fa l’uomo decide di chiudere la strada perché di sua proprietà “dimenticando” i diritti di accesso di chi abita in fondo al viale adducendo che esistono altre possibilità di entrata per il vicino. Ma la corte d’Appello dopo aver fatto effettuare una perizia tecnica è giunta a conclusioni diverse: dal sopralluogo effettuato non è risultato che ci sia altra strada “che partendo dalla via comunale, consente di raggiungere i beni immobili di controparte, ed anche dalla successiva verifica fatta sulle mappe catastali e sul rilievo aereofotogrammetrico si è riscontrato l’inesistenza di strade con dette caratteristiche”.

Già il tribunale cittadino nel primo grado di giudizio relativo al singolare contenzioso aveva espresso in sentenza, l’obbligo per l’uomo a rimuovere pali, catene e lucchetti, sottolineando che la strada in questione, che dalla via comunale attraverso i terreni di sua proprietà, era anche l’unica via di accesso al compendio immobiliare di proprietà di controparte, e che tale strada era stata chiusa in modo assolutamente arbitrario e illegittimo, impedendo il passaggio, da e verso casa del vicino. Ma l’uomo ha voluto ricorrere in Appello avverso la sentenza di primo grado che lo aveva già condannato alle spese legali e di risarcimento nei confronti del vicino e ora la corte d’Appello fiorentina che ha confermato invece la sentenza del Tribunale di Lucca lo ha condannato ad ulteriori spese di giudizio respingendo tutte le sue tesi.

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