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Sanità, Remaschi: “In Valle situazione preoccupante. Il dottor Soldati? Andrà in pensione a luglio”

Il sindaco di Coreglia chiede un incontro con l'azienda sanitaria: "Servono risposte certe per far stare tranquilli i cittadini"

Sulla sanità in Valle non c’è programmazione. Non si possono prendere in giro i cittadini: servono risposte per farli stare tranquilli e sicuri“. Sono queste le parole del sindaco di Coreglia Antelminelli, Marco Remaschi, che analizza la situazione della sanità in Valle del Serchio illustrando le criticità presenti sul territorio.

Un’analisi che parte dalla situazione legata al dottor Gino Soldati, direttore della struttura di ecografia interventistica d’urgenza: “Lo scorso 5 maggio in Valle del Serchio c’è stato un incontro tra il direttore generale dell’Asl Toscana nord ovest (Maria Letizia Casani ndr), l’assessore regionale alla salute Simone Bezzini e i sindaci – ricorda Remaschi -. In quell’occasione, tramite dichiarazioni alla stampa, si sono date garanzie in merito alla permanenza del dottor Gino Soldati, un medico che, a livello ecografico, è uno dei più validi a livello nazionale. Una figura strategica per la prevenzione e per le cure oncologiche, polmonari e addominali in Valle: grazie al suo lavoro sono state ridotte drasticamente le liste d’attesa, le persone hanno trovato in lui una figura competente e disponibile, che ha garantito assistenza e prontezza di intervento. L’intervento regionale mi rassicurava, peccato che successivamente ho incontrato il dottore e mi ha riferito, con tanto di documentazione, che andrà in pensione il prossimo l’1 luglio 2021. Nessuno lo ha cercato. C’è un forte disagio nell’ambiente sanitario intorno a questo tema. Chi ci rappresenta non può prendere in giro i cittadini. Il 24 è stata fatta anche un contestazione disciplinare nei confronti del dottore. Chi ci rappresenta le cose le sa o ci prendono tutti in giro? O non hanno la capacità di gestire questi percorsi? Come è possibile che la politica esca sul giornale, con tanto di proclami, dicendo alcune cose e, contemporaneamente, la direzione sanitaria si muova in modo opposto e contrario? La vicenda del dottor Soldati è un altro tassello di quello smantellamento della sanità della Valle del Serchio che pezzo dopo pezzo resta senza risorse, che pezzo dopo pezzo costringe le persone a fare chilometri per ricevere una visita. C’è bisogno di maggiore coerenza e serietà. La situazione è preoccupante: anziché mettere il paziente al centro, si abbandona. Questo problema lo porrò alla conferenza dei sindaci: ci deve essere la dignità di dire di aver sbagliato”.

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Il dottor Soldati, inoltre – aggiunge Remaschi – aveva dato la sua disponibilità a continuare l’attività, perché i rappresentanti della politica si voltano dall’altra parte? Si dicono le cose, si fanno promesse, si prendono impegni e, poi, quando è il momento di incidere con scelte programmatiche chiare si va nella direzione opposta. A rimetterci sono i cittadini: dove sono i politici? Chi riveste ruoli politici importanti, e in Valle del Serchio non mancano i rappresentanti a tutti i livelli, da quello regionale a quello nazionale, deve dare risposte al territorio”.

“Sulla sanità in Valle non c’è programmazione – prosegue il sindaco di Coreglia -. Da noi l’ospedale deve essere un pronto soccorso, fatto con personale dedicato, numericamente sufficiente e che abbia competenza e professionalità tale da salvare le vite alle persone. Bisogna mettere i cittadini nelle condizioni di avere la stessa dignità, lo stesso trattamento, rispetto agli altri territori. Non è pensabile che ci siano dei buchi scoperti anche nell’ambito del 118. Il Pet di Fornaci di Barga, per esempio, spesso non è dotato di medici e infermieri. Non è possibile, questo è un servizio importantissimo. Serve che l’azienda sanitaria ci metta più attenzione. Non si può sperare nella fortuna una volta che ci si sente male. I volontari sono fondamentali, questo è indiscutibile, ma serve personale formato e professionale. Qui si va sul tema della sicurezza: tutti i cittadini, anche quelli della Valle, devono avere lo stesso tipo di servizio, soprattutto quando si parla di salute. Se poi dovesse succedere qualcosa di spiacevole, qualcuno dovrà risponderne penalmente. Come comune di Coreglia stiamo riflettendo se chiedere alla Regione di cambiare zona distretto e andare con Lucca e la Piana. Cosa succede se decidessero di muoversi in questa direzione tutti i Comuni della Mediavalle? Può darsi che la mia sia presa come una provocazione, ma di fronte a inerzia e pressappochismo servono prese di posizione forti”.

Sul tema vaccini: “La situazione è sfuggita di mano – afferma il sindaco -, non è sotto controllo. Si devono spostare i vaccini, farli arrivare sui territori, anche su quelli più periferici, come la Valle del Serchio, non il contrario. Non è giusto che un cittadino della Valle del Serchio (e non solo) faccia tanti chilometri per ricevere un vaccino. Si aprono le vaccinazioni a nuove fasce di età, senza prima essersi accertati che le fasce più anziane siano riuscite almeno a completare la prenotazione, e viene dato il primo appuntamento solo dopo diversi mesi. Anche qui è mancata una cosa fondamentale, l’organizzazione, e ora si può ben vedere”.

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Chiedo all’azienda sanitaria un incontro in cui venga fatto un quadro della situazione e capire se mancano medici, infermieri, oss – conclude Marco Remaschi -. Non chiedo soluzioni in tempi stretti, ma risposte certe anche in un anno, un anno e mezzo. Serve organizzazione: gli ospedali devono rimanere aperti. C’è bisogno di un salto in avanti: vogliamo sapere modalità e tempi degli interventi per far stare tranquilli e sicuri i cittadini della Valle. La politica deve battere un colpo: ho l’impressione dopo il presidente Enrico Rossi ci sia un decadimento”.

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