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Muore in moto sulla Lodovica: dramma per un centauro di 39 anni

L'incidente intorno alle 18. Inutili i soccorsi e l'allerta dell'elisoccorso Pegaso: per l'operaio della Wepa non c'era più niente da fare

Scontro fatale per un centauro sulla Lodovica all’altezza di Borgo a Mozzano.

L’incidente mortale, per cause ancora tutte da chiarire, è avvenuto intorno alle 18 di oggi (9 giugno) all’altezza dell’infopoint e del distributore dell’Eni sulla via I maggio, appena prima dell’arrivo in paese. Uno schianto fortissimo quello che si è sentito e che ha fatto subito capire che si trattata di un incidente gravissimo.

Subito è partita la corsa ai soccorsi che, però, sono stati inutili, nonostante sia stato allertato l’elisoccorso Pegaso. I sanitari, infatti, arrivati sul posto, non hanno potuto fare che constatare la morte del conducente della moto, sbalzato a metri di distanza dalla sua motocicletta.

Sul posto, per i rilievi, polizia municipale dell’Unione dei Comuni della Mediavalle guidati dal comandante Marco Martini e i carabinieri. Secondo le prime ricostruzioni la moto si sarebbe scontrata contro un camion. Il corpo del centauro sarenne stato sbalzato violentemente per poi sbattere sull’asfalto. Al vaglio, però, anche un’altra ricostruzione che con il passare delle ore sembra avere maggiori conferme, ovvero che il guidatore del mezzo a due ruote abbia perso il controllo della moto in fase di sorpasso al sopraggiungere di un altro veicolo in senso opposto. Dubbi che solo i rilievi delle forze dell’ordine potranno dissipare.

Durante i rilievi qualche disagio si è verificato in entrambe le direzioni da e verso la Garfagnana, perché è stato necessari chiudere la strada.

Le condizioni dell’uomo, un operaio di 39 anni di Lucca ma originario della Garfagnana, Filippo Silvestri, dipendente della Wepa di Lunata, sono apparse subito molto gravi e alla fine ai soccorritori non è stato possibile far altro che constatare il decesso. Si è poi dovuto attendere il nullaosta del pubblico ministero di turno per la rimozione del cadavere, che è stato condotto all’obitorio del Campo di Marte a Lucca, dove è a disposizione degli inquirenti.

Subito è partito il tam tam fra i tanti conoscenti e amici del giovane, da tutti conosciuto con il soprannome di Paino. Filippo poche ore prima dell’incidente sui social aveva postato proprio un’immagine della moto Kawasaki pronta per l’uscita che di lì a poco gli sarebbe stata fatale.

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