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Nursind: “Negli ospedali infermieri all’affanno, siamo in emergenza da oltre un anno”

Duro attacco del sindacato all'Asl nella giornata internazionale

Il personale infermieristico dell’Asl Toscana nord ovest è in affanno da oltre un anno, precisamente dal febbraio 2020 e le nuove dotazioni promesse dall’azienda finora non sono state risolutive. E’ quanto sostiene Nursind in occasione della giornata internazionale dell’infermiere che si celebra proprio oggi (12 maggio).

Il quadro descritto dal sindacato è a tinte fosche. “Nella Giornata mondiale dell’infermiere – si legge in una nota – la nostra mente va ai tanti, troppi colleghi che ci hanno lasciato, che non ce l’hanno fatta. Deceduti per una malattia contratta durante il proprio servizio, magari per regalare un sorriso ad un malato dietro una maschera appannata dalla sofferenza, dal dolore, logora da ore ed ore di lavoro. Anche in loro nome oggi chiediamo che siano rispettati gli impegni presi in un anno che ci ha visti sempre in prima linea, senza esitazioni. Con queste parole la segreteria NurSind di Lucca, della Valle del Serchio e della Versilia, il sindacato autonomo delle professioni infermieristiche, ricorda i colleghi nella Giornata mondiale dell’Infermiere, che ricorre il 12 maggio”.

“Per la seconda volta – si aggiunge – festeggiamo la nostra professione nel corso del periodo di pandemia più lungo e contagioso degli ultimi tempi, ciononostante continuano i disagi negli ospedali e sul territorio ed anche la nostra azienda non è ancora pronta. Si continua a parlare di emergenza senza ricordarsi che l’emergenza è iniziata a febbraio 2020, dopo quasi un anno e mezzo, non si può ancora parlare di emergenza, ma di cattiva organizzazione. Il personale tutto è dal febbraio dell’anno scorso in emergenza e, oltre al comune sentire di tutti i cittadini preoccupati per come il Covid19 abbia stravolto la quotidianita’ e la pandemia si sia impossessata della vita e della libertà di tutti, si è orgogliosamente e caparbiamente battuto insieme ai suoi pazienti per sconfiggere il virus e ritornare alla vita di sempre. E’ pero’ un periodo che si protrae da troppo tempo, che vede il personale sanitario in prima linea, impegnato con senso di responsabilità professionale, sociale, civile, nonostante le continue criticità che talvolta si risolvono e quelle mai risolte, le continue riorganizzazioni di tutti i reparti, dei servizi, delle attività territoriali e dei servizi domiciliari”.

“Per tutto il perdurare delle diverse fasi della pandemia gli infermieri tutti, oss ed ostetriche, si sono resi disponibili nei confronti dell’azienda con entusiasmo – afferma Nursind -, forza di volontà, onestà intellettuale, con i fatti e non con le parole e con l’intento di aiutare e risolvere le problematiche di salute dei cittadini, con il buon senso e con la rettitudine che li contraddistingue. Purtroppo, gli operatori non si sentono ripagati con la stessa moneta. Nonostante i numeri dichiarati dall’azienda il personale è ampiamente sottostimato ed in grande affanno ed a testimonianza di ciò parlano le decine di migliaia di ore di lavoro aggiuntivo che gli viene richiesto, a partire dal marzo/aprile 2020, per coprire le necessarie e molteplici attività che sarebbe stato impossibile svolgere con il solo orario istituzionale, oltre a sopperire a tutti i colleghi che purtroppo hanno contratto il virus e quindi sono rimasti assenti dal lavoro per settimane”.

“Non solo – si aggiunge – il blocco delle ferie che si è protratto per un lungo periodo, ed è tuttora presente in alcuni settori, la rinuncia forzata ai riposi previsti e il prolungamento giornaliero del turno di lavoro, testimoniano che la corda è tirata da troppo tempo e il personale è stanco ed amareggiato. Attualmente un grande impegno lavorativo in termini quali-quantitativi è richiesto per lo svolgimento dell’ attività vaccinale, iniziata da fine dicembre ed incrementata progressivamente in questi mesi del 2021 e che richiede fin da adesso un ulteriore investimento di risorse infermieristiche per soddisfare il fabbisogno impellente della collettività, risorse che invece attualmente risulterebbero diminuite. C’è la necessità urgente di nuove assunzioni che consentano non solo di poter mantenere tutti i servizi clinico-assistenziali in essere, ma anche di poter garantire sia tutte quelle attività che la situazione pandemica richiede, che la fruizione dei giorni di riposo e di ferie a cui tutti i lavoratori hanno diritto per il necessario ristoro. La nostra preoccupazione è anche quella data dall’imminente stagione estiva che farà aumentare il carico di lavoro in particolari settori (iperafflusso nei pronto soccorso in particolare in quello dell’ospedale della Versilia) senza che ancora vi sia certezza di un potenziamento delle dotazioni organiche”.

“Infatti – prosegue Nursind – l’azienda ribadisce che le attuali dotazioni organiche sono sufficienti, ma molti operatori sanitari, infermieri, ostetriche ed oss ecc, vantano crediti considerevoli in ore e ferie e ad un mese dall’inizio del periodo estivo tutto è ancora da definire, senza alcuna certezza in termini numerici e
temporali di assunzione. Gli infermieri vogliono il giusto riconoscimento professionale per il lavoro che sono chiamati a svolgere, il giusto rispetto che, prima che dall’opinione pubblica, deve venire dall’azienda. Gli infermieri e tutti gli operatori sanitari sono un bene pubblico, un valore inestimabile ai quali difficilmente si può dare un prezzo, ma che non si deve accontentare delle rimanenze che politica e azienda lasciano lungo il loro sentiero professionale. Resta il sorriso di quel paziente, regalato senza chiedere niente. E la consapevolezza di essere da sempre vicini ai cittadini. Gli unici ad averci detto grazie e per i quali si fonda la nostra professione”.

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