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Inchiesta a Vagli, l’ex candidato sindaco Coltelli: “Il paese non meritava questo”

Il leader dell'opposizione punta il dito anche contro la Lega: "Non può far finta di non conoscere Mario Puglia"

Inchiesta giudiziaria a Vagli, interviene il leader dell’opposizione Mario Giuseppe Coltelli. Anche per difendere il nome del paese coinvolto in un caso molto complesso che ha portato anche, in attesa del processo, il vicesindaco Mario Puglia agli arresti domiciliari.

“Non sono mai intervenuto sulle vicende giudiziarie che stanno sconvolgendo l’intera comunità di Vagli di Sotto – dice Coltelli – e non avrei voluto farlo, ma lo sciagurato gesto di pochi cittadini, che domenica mattina hanno fatto svegliare il paese tappezzato con delle frasi poco addicenti alla situazione che non meritano di essere riportate mi costringe ad intervenire”.

“Premetto – dice Coltelli – che sono stato candidato a sindaco del Comune di Vagli Sotto alle elezioni del maggio del 2019 ed ho perso le stesse per soli sedici voti. Voglio subito ribadire di essere alquanto garantista e quindi di rispettare le posizioni sia degli arrestati sia degli indagati che dovranno difendersi nelle sedi opportune. Certo da quello che leggo sui giornali e da quello che ho ascoltato dai telegiornali credo che la situazione sia più grave di quello che si pensi, ma non spetta a me commentarlo. Quello che invece voglio commentare è lo stato d’animo dei vaglini in questo momento, uno stato d’animo frustrato, confuso e che mi auguro abbia una reazione nel più breve tempo possibile. Vagli non meritava questo, ma principalmente Vagli non è questo, Vagli è una comunità che lavora e che produce, che ha delle enormi risorse finanziarie, grazie ai cavatori che ogni mattina rischiano la pelle sotto l’oro bianco, Vagli è una comunità attaccata alle sue radici e alle sue tradizioni, delle quali va fiera e alle quali tiene in maniera particolare, Vagli potrebbe essere un Comune modello, spendendo bene gli ingenti introiti sui quali può contare, ma principalmente Vagli è una comunità con alto senso di rispetto per le istituzioni e per lo stato e un grande attaccamento al valore della religione cristiana. Questa è Vagli e questi valori non possono essere cancellati dalle gesta di pochi a discapito dell’onestà della stragrande maggioranza della popolazione”.

“Ho letto con stupore le poche righe pubblicate dal sindaco Giovanni Lodovici – prosegue Coltelli – dove ribadisce ancora una volta “piena fiducia nella magistratura”, una bellissima frase ma che andrebbe rispettata e messa in atto, ma purtroppo da quanto ho letto nelle intercettazioni ciò non è stato fatto. Egli sapeva e non ha denunciato quello che si stava combinando con la costruzione della via di Guado e la minoranza rispettosa del ruolo che le avevano assegnato i cittadini lo aveva segnalato. Perchè il sindaco non fece altrettanto? Che cosa lo induceva al silenzio? Ma il sindaco dal 25 maggio 2019 al 16 dicembre 2020 dov’era? Domande che non lasciano scampo ad interpretazioni e questo la dice lunga su come sia stata gestita e trattata questa povera comunità”.

“Dopo questa considerazioni voglio fare anche una piccola analisi politica. Mi stupisco che nessuno dal fronte Lega Salvini – dice Coltelli – un partito che fa della trasparenza e della legalità il suoi cavalli di battaglia, parli. Tutti zitti, eppure nella campagna elettorale 2019 e anche dopo erano transitati a Vagli dei personaggi di quel partito ed erano state fatte cene con cento invitati organizzate dal sindaco dell’epoca Puglia. Elisa Montemagni, attuale consigliere regionale, si era presentata congiuntamente al dottor Bocchino in varie occasione a Vagli, visitando anche la sala consiliare nel corso di una seduta del Consiglio. Venne invitata ad ammirare il meraviglioso pavimento in calacatta, marmo pregiato che ha rivestito la sala Nervi in Vaticano e il palazzo delle Nazioni Unite, oppure a Campocatino dove ha ammirato il meraviglioso panorama. O meglio ancora a gustare le torte di patate per la tradizionale festa di San Regolo a Vagli Sotto. Ora si sente dire che non aveva contatti con il vicesindaco attuale. Forse non si ricorda nemmeno di una cena della Lega molto partecipata in un ristorante di Lucca dove a un tavolo sedevano Puglia e Pandolfo con relative signore? Esistono foto e video degli eventi”.

“Ma non è tutto la cosa più eclatante è che questa amministrazione dove vicesindaco e geometra sono agli arresti domiciliari, sindaco e assessore indagati, un consigliere comunale indagato e quattro dipendenti comunali su cinque indagati, è tenuta in piedi ancora da tre tesserati della Lega. È facile ora dire come stanno affermando dai piani alti del partito di Salvini che Puglia non è più tesserato della Lega, ma è pur stato come da lui dichiarato e mai smentito il “primo sindaco leghista della provincia di Lucca”. Un consigliere comunale è sicuramente tesserato e come non dire che il commissario della sezione Media Valle e Garfagnana Luigi Pellegrinotti è consigliere a Vagli Sotto, con delega a trattare le vicende del ponte Tambura. Quindi come poteva non sapere della costruzione della via alternativa di Guado?”.

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