Violenze sulle donne, il questore: “Fidatevi e denunciate”

Il capo della questura: "A chi sa dico di non voltare la testa: c'è una rete in grado di assistere e proteggere chi viene maltrattato"

Non tenetevi tutto dentro, in questura troverete persone in grado di aiutarvi, sostenervi e consigliarmi. E soprattutto fidatevi, ci sono strutture, c’è una rete che può assistervi e proteggervi”. E’ questo il messaggio che, in occasione delle iniziative del fiocco bianco a Lucca e in vista della giornata contro la violenza sulle donne, rivolge il questore di Lucca, Alessandra Faranda Cordella, non solo a queste ultime ma anche a tutti gli anziani, genitori o nonni, o alle persone in stato di disabilità che subiscono maltrattamenti.

questore Alessandra Faranda Cordella

Il questore lo fa in un videomessaggio, in un momento molto particolare, dove in Toscana vigono strette misure per il contrasto al coronavirus: la zona rossa, il ritorno di qualcosa di molto simile al lockdown, fanno infatti temere una silenziosa escalation delle violenze proprio nei giorni in cui tutti si mobilitano per dire no a questo genere di abusi.

“Voglio lanciare un messaggio alle donne, è importante parlare delle violenze subite – spiega il questore -: si tratta di un problema molto complesso che contiene al suo interno profili di varia natura, da quelli penalistici, a quelli sociali, economici e non ultimo sessuale. Situazioni che ingenerano molta sofferenza non solo nelle donne ma anche nelle persone prevaricate. A tutti loro voglio dire: non tenetevi tutto dentro, in questura troverete persone preparate e che hanno studiato e sono in grado di capire come agire in ogni situazione. Ci sono tanti strumenti che possono essere attivati”.

“Il problema è complesso – ripete il questore -ma viene affrontato da una rete: ci sono assistenti sociali, centri antiviolenza, l’ospedale. Spesso le donne che ancora in questa società si trovano in condizione subordinate sotto il profilo psicologico o economico, possono anche essere penalizzate dal punto di vista sociale o economico. In questa giornata voglio dire loro: fidatevi, ci sono delle strutture che possono consigliarvi ed assistere. E ai cittadini dico: non girate la testa, non sottovalutate il problema se sapete che qualcuno lo sta vivendo a casa, facciamo davvero comunità. Quando amici, parenti si rendono conto che la situazione sta degenerando è bene che si attivino”.

Nel video realizzato dalla questura parla anche il vice questore Silvia Cascino, da 5 anni alla guida della squadra mobile che, in particolare con la sezione reati contro la persona, si occupa di violenze di genere e più estesamente di maltrattamenti in famiglia.

“In questi 5 anni – spiega Cascino – ho visto attraversare il mio ufficio da moltissime donne vittime di maltrattamenti, ma anche genitori maltrattati dai propri figli. Le vittime di maltrattamenti sono tutte speciali. Spesso è il marito, è il compagno, il marito dei tuoi figli a essere il maltrattante e quindi ci sono molte resistenze a sporgere denunce e tanti dubbi anche sul percorso da intraprendere. Alle tante domande che ci vengono poste riusciamo molto spesso a dare molte risposte precise. Spesso chi subisce maltrattamenti crede che sia una cosa normale ma non lo è”. E’ per questo che nel video si spiegano, nel dettaglio, le procedure che possono essere attivato per fermare la violenza e allo stesso tempo tutelare se stesse, i propri figli o i propri cari.

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